Santorini è uno di quei luoghi da vedere una volta nella vita, sebbene il turismo l’abbia resa meno autentica. In questo articolo, tutti i miei consigli su dove dormire, come muoversi e cosa vedere a Santorini in 3 giorni tra caldera, labirinti bianchi, cupole blu e bicchieri di Assyrtico.
Santorini la conoscono tutti per i grappoli di casette bianche, le cupole azzurre, la ressa sui muretti al tramonto. Quella cartolina esiste, ed è affollata esattamente come la immagini. Ma tre giorni bastano per scoprire un’isola molto più varia. Questo itinerario nasce da un viaggio fatto a luglio 2026, all’interno di un itinerario più ampio alla scoperta delle Isole Cicladi, l’arcipelago del Mar Egeo che mi ha fatto innamorare. Di seguito la mia lista di consigli su dove dormire, come muoversi e cosa vedere a Santorini in 3 giorni.

Dove dormire e come muoversi
Ho alloggiato nella zona di Fira, più precisamente a Firostefani, nella Mnimes Guesthouse (ex Galini Hotel). Credo sia la posizione ideale: è centrale, ha un affaccio sulla caldera, è tranquilla ma allo stesso tempo si trova a poca distanza dalla zona più viva dell’isola, dove si susseguono negozietti di artigianato e locali notturni.
Fira è sicuramente meno scenografica di Oia ma molto più pratica: è il nodo dei trasporti dell’isola, ha più scelta di alloggi a prezzi ragionevoli, e da qui si raggiunge tutto. Chi cerca la vista da cartolina può puntare su Imerovigli, sul punto più alto della caldera e più tranquillo (io ho adocchiato l’Afroessa Hotel), oppure su Oia, la più scenografica e cara, dove svetta il Santo Pure, per chi ha un budget più interessante.
Riguardo agli spostamenti: nei villaggi della caldera parcheggiare l’auto è un incubo, quindi abbiamo scelto lo scooter, che trova sempre spazio. Per raggiungere le spiagge, cantine e l’entroterra un mezzo proprio è indispensabile. In alternativa, quad o una piccola auto se siete in più persone o se non avete la patente A, necessaria per l’affitto di uno scooter con una cilindrata decente.
Trovare un noleggio di auto o scooter è facilissimo, non occorre né prenotare, né lasciare carte di credito a garanzia.

Cosa fare a Santorini in 3 giorni
Giorno 1: Fira, Imerovigli e il tramonto a Oia
Se come me arriverete all’aeroporto di Santorini nel primo pomeriggio, resta mezza giornata da sfruttare, visitando ciò che rende Santorini, Santorini: Fira, Imerovigli, Oia.
Fira
Partiamo da Fira, il capoluogo, nostra base per le tre notti. Il suo cuore è la piazza Theotokopoulou, snodo di vicoli, case bianche e ristorantini. Da lì ci si perde nelle stradine dello shopping fino al bordo della caldera, dove si apre il primo grande colpo d’occhio sul cratere. Dalla piazza, 586 gradini conducono al vecchio porto, passando per la mulattiera Karavolades, che non mi sognerei mai di percorrere a bordo degli asinelli che la abitano e che sono ormai un’attrazione turistica.
Imerovigli
Da Fira si risale e si prosegue verso nord lungo il bordo, dove i due villaggi più quieti della caldera si susseguono quasi senza soluzione di continuità. Imerovigli è soprannominato “il balcone della caldera”: è il punto più alto del ciglio e offre la vista più ampia sul cratere. Scoprila cercando i punti panoramici e le sue cupole blu, perdendoti nelle viette bianche e orientandoti con i cespugli di bouganville rosa acceso.

Tramonto a Oia e cena ad Ammoudi
Il finale è a Oia, all’estremità nord. Conviene arrivarci con largo anticipo sul tramonto, perché la ressa qui è reale: i vicoli e i punti panoramici verso il castello si riempiono un’ora prima che il sole cali.
Dopo il tramonto, una cena sulla baia di Ammoudi, 300 gradini più in basso, dove si mangia pesce fresco a pelo d’acqua: l’Ammoudi Fish Tavern e la Dimitris Taverna sono i ristoranti più celebri e rinomati, spesso oggetto di indecisione da parte di turisti che non sanno se scegliere l’uno o l’altro. Abbiamo scelto Dimitris, convinti dalla sua storia e dalla sua tradizione culinaria, ma soprattutto dalle sue famose Domatokeftedes, deliziose frittelle di pomodoro.
Se invece preferisci restare in quota, a Oia ci sono il ristorante Candouni, dall’atmosfera tradizionale e romantica o, per un’occasione speciale, il Lycabettus con la sua terrazza panoramica.




Cosa fare a Santorini in 3 giorni
Giorno 2: spiagge vulcaniche, Akrotiri e degustazioni di Assyrtico
Il secondo giorno lascia la caldera e scende verso il sud dell’isola, tra sabbia nera, archeologia e vino.
Le spiagge nere e la Red Beach
Le spiagge di Santorini non sono caraibiche, e sta lì il loro fascino: la sabbia è scura, il risultato del vulcano. Sul versante sud, vicino ad Akrotiri, la Red Beach deve il nome alle falesie rosse che la incorniciano, in contrasto con il mare blu.
Perissa e Kamari, sul versante orientale, sono lunghe distese di ghiaia nera attrezzate, separate dal promontorio del Mesa Vouno, comode per una mattinata di mare con ogni servizio a portata. Poco lontanto da Kamari, una sosta al paesino labirintico di Emporio e al suo castello veneziano.
Akrotiri, gli scavi e il faro
Quando il sole picchia, la scelta giusta è un luogo coperto: gli scavi di Akrotiri. È un insediamento dell’età del bronzo sepolto dalla stessa eruzione che ha dato forma alla caldera, e la cenere lo ha conservato in modo straordinario.
Sulle passerelle si cammina tra edifici a più piani, strade e sistemi di drenaggio di una civiltà avanzata, spazzata via in un istante. Il paragone con Pompei è inevitabile, e per certi versi Akrotiri è persino più antica.
Sempre ad Akrotiri, il suo faro è il punto panoramico che molti scelgono per godersi un tramonto sul mare, magari con una bottiglia di vino e qualche snack.
Degustazione di Assyrtico
In alternativa, potete risalire fino a Pyrgos e ammirare il tramonto dalla terrazza panoramica di Santo Wines, che ci ha regalato uno dei tramonti più belli sull’Egeo. Da provare l’Assyrtiko: un bianco secco e teso, con una mineralità salmastra che sa di terra vulcanica e di mare, diverso da qualunque altro.
La particolarità sta anche nelle viti: per proteggerle dal Meltemi, il vento del nord, i contadini le allevano a canestro, in una forma bassa e circolare chiamata kouloura. Alcune, non innestate, hanno superato i due secoli di vita. Il cuore vinicolo è proprio tra Pyrgos e Megalochori.
Pyrgos merita senz’altro una visita, magari subito dopo il tramonto, quando ancora c’è un po’ di luce e una linea arancione all’orizzonte. Un gioiellino dove mi piacerebbe pernottare quando tornerò a Santorini.



Cosa fare a Santorini in 3 giorni
Giorno 3: trekking sulla caldera e l’Atlantis Bookstore
L’ultimo giorno lo viviamo a piedi e senza fretta, con il sentiero panoramico come filo conduttore. Il percorso che costeggia il ciglio della caldera è uno dei modi più belli di vivere Santorini ed è senz’altro una delle cose da fare a Santorini in 3 giorni. Ci sono vari livelli di difficoltà:
Da Fira a Imerovigli: percorso facile di circa 30 minuti, 2 km
Da Imerovigli alla Roccia di Skaros: percorso facile/medio, 45/60 minuti a/r
Da Imerovigli a Oia: percorso più impegnativo, 8 km, circa 2.5/3 ore
Lungo il cammino da Fira a Imerovigli, a Firostefani, la sosta che consiglio è l’Atlantis Bookstore, quella che il National Geographic nel 2015 ha nominato “libreria più bella al mondo”. La fondarono nel 2004 alcuni amici statunitensi, dopo essersi accorti, durante una vacanza, che sull’isola non esisteva una libreria.
Dentro è una scoperta dietro l’altra, con libri in tantissime lingue e una selezione musicale che ti tratterrà qui più del dovuto.


L’isola vulcanica e le sorgenti termali
Se hai ancora mezza giornata a disposizione giorno, dedicala a un’escursione: Dal vecchio porto di Fira partono le escursioni in barca verso Nea Kameni, l’isolotto vulcanico ancora attivo emerso dal mare secoli dopo la grande eruzione. Si cammina sul cratere tra le rocce laviche, in un paesaggio spoglio e potente. La stessa gita – se ne trovano tante su piattaforme come Get Your Guide – fa di solito tappa alle sorgenti termali di Palea Kameni, dove ci si immerge nell’acqua tiepida colorata dallo zolfo, e spesso prosegue verso Thirassia, la piccola isola di fronte a Santorini rimasta fuori dai circuiti di massa.
Dove mangiare a Santorini: la mia selezione
Ecco la mia selezione completa, divisa per come ti va di mangiare:
Cucina greca autentica:
- Metaxi Mas (greco-cretese),
- Candouni (tradizionale e romantico a Oia),
- Aktaion (dal 1922),
Pesce e tavoli sul mare:
- Ammoudi Fish Tavern e Dimitris Taverna (sulla baia di Ammoudi),
- To Psaraki (pesce fresco sul porto).
Occasioni speciali:
- Lycabettus (cena panoramica)
- Selene (alta cucina).
Colazione, brunch o pranzo al volo:
- Pink Sophia Maria (sul sentiero per Imerovigli),
- Galini Café (breakfast bar vista caldera),
- Pitogyros (pita e souvlaki, veloce e informale).




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