Scopri con noi cosa vedere a Mallorca in questo itinerario di 4 giorni alla scoperta dell’isola più grande delle Baleari.
Mallorca, la più grande delle isole Baleari, è una destinazione che ignoravamo prima di accorgerci di quello che poteva offrirci. Situata nel cuore del Mediterraneo, quest’isola offre una combinazione unica di paesaggi naturali mozzafiato, acque cristalline, borghi medievali e un ritmo lento, scandito da persone accoglienti, cibo delizioso e un panorama culturale da non sottovalutare.
Nonostante Mallorca sia famosa anche per la sua vita notturna, abbiamo deciso di ignorare completamente la parte dell’isola dedicata alla movida sfrenata, che si concentra principalmente nella zona di Magaluf. Abbiamo deciso invece di dividere l’itinerario dedicando il nostro tempo al relax e all’enogastronomia maiorchina, andando alla scoperta di calette selvagge, borghi medievali, tapas bar e cantine dell’entroterra.
Cosa vedere a Mallorca in 4 giorni: Giorno 1
Arriviamo a Mallorca nel primo pomeriggio, con un volo Ryanair diretto da Roma, che ci ha portato all’aeroporto di Palma in poco meno di due ore. L’aereoporto si trova a meno di 10 minuti di auto dal centro città. Noleggiare un’auto è fondamentale se si ha intenzione di non fermarsi soltanto nella capitale ma di esplorare anche i dintorni. L’aeroporto pullula di noleggi auto, noi ci siamo affidati a Budget e ci siamo trovati bene.
Visitare Mallorca senza godere della calma rigenerante fornita dalle tipiche fincas spagnole, case rurali immerse nella natura, è una grandissima mancanza se si vuole assaggiare la parte meno turistica dell’isola, e non soltanto Palma, la capitale. Ci allontaniamo già da subito dal caos del centro, verso l’interno dell’isola, una zona strategica per visitare due aree di nostro interesse: la zona vinicola mallorquina e la parte centrale, disseminata da piccoli borghi medievali autentici e mulini a vento.
Poco distante dalla nostra base per i primi due giorni, la zona vinicola della Denominazione d’Origine Binissalem, che conta numerose cantine che offrono degustazioni e visite guidate. Qui, a fine settembre, migliaia di persone si riuniscono per la Festa des Vermar (festa della vendemmia) famosa per la battaglia dell’uva, un rito tradizionale dove ci si lancia uva a grappoli fino a che non rimane soltanto poltiglia. Le cantine di Binissalem sono numerose, ne ho raccolta qualcuna in un articolo a parte: Cantine da visitare a Maiorca.



Dopo il check in da Asis de marratxinet, un ex convento oggi adibito ad agriturismo, ci dirigiamo verso la nostra prima tappa: Angel Bodegas, una cantina relativamente giovane, fondata nel 2006, perfettamente integrata nel paesaggio rurale circostante. La produzione si concentra su vitigni autoctoni come Manto Negro e Prensal Blanc, insieme ad alcune varietà internazionali come Merlot e Chardonnay. La cantina combina tradizione e innovazione, seguendo pratiche sostenibili e offre esperienze enoturistiche con visite e degustazioni a prezzi popolari. Poco distante da Angel Bodegas, una piccola boutique winery chiamata Can Pizà, dove viene prodotto un vino azzurro come il mare di Mallorca, il Cap Salines. Attenzione agli orari e ai giorni di chiusura: gran parte delle cantine sono aperte soltanto dal lunedì al venerdì fino alle 17:00 o alle 18:00, solo alcune anche il sabato mattina.
Per cena, il ristorante Moli des Torrent a Santa Maria del Camì, un ristorantino nato dentro un vecchio mulino restaurato dall’atmosfera romantica e rilassata. I piatti sono tradizionali e curati, con una buona carta dei vini.

Cosa vedere a Mallorca in 4 giorni: Giorno 2
La seconda giornata del nostro itinerario di 4 giorni a Maiorca la dedichiamo interamente al mare. Nella parte sud dell’isola si concentrano tantissime spiagge naturali dalle acque cristalline. Di calette ce ne sono tante, difficile includerle tutte nell’itinerario se si hanno solo pochi giorni a disposizione. Noi ne abbiamo selezionata qualcuna, senza riuscire però a vederle tutte:
- Cala Pi: il problema principale di questa spiaggia è che se ci vai troppo presto – diciamo prima delle 10 del mattino – non c’è il sole, perché coperta da due alte scogliere. Se invece si va tardi, è super affollata.
- Cala S’Almonia e Calò del Moro: due calette vicine, collegate da un sentiero da percorrere a piedi. Calò del Moro è una spiaggia da cartolina, speciale, ma molto affollata. Cala S’Almonia ha un’aria più selvaggia, perfetta per chi ama tuffarsi dall’alto di scogli e scogliere.
- Cala Llombards: molto suggestiva, super instagrammata e spesso un po’ troppo affollata. Una delle caratteristiche di Cala Llombards è la presenza delle casette di pescatori sul mare.
- Es caragol: Una delle spiagge più remote e selvagge di Mallorca, El Caragol è raggiungibile solo a piedi dopo un percorso di qualche decina di minuti che parte dal faro di Ses Salines. Un po’ complicata da raggiungere, anche a causa del gps che non collabora.
- Cala Figuera: ce ne sono due, attenzione a non confonderle. Quella che si trova a sud è un pittoresco porto di pescatori, diversa da Cala Figuera della zona nord, a Pollença, che è invece una caletta selvaggia dall’acqua cristallina, situata a pochi minuti dal famoso faro di Formentor.
- Es Trenc: spiaggia dalle acque turchesi e dalla sabbia fine e bianca. Il parcheggio adiacente alla spiaggia costa 8 euro per auto, per tutta la giornata. Qui bisogna andare presto e soprattutto non fermarsi al primo tratto, spesso infestato dalla poseidonia, una pianta sottomarina che riempie il mare di sgradevoli coriandoli marroni.


Al tramonto, lungo la strada per il rientro alla base, una breve deviazione ci porta a Pla Sant Jordi, un’area conosciuta per la concentrazione di mulini a vento. Qui, i mulini si allineano in fila lungo il paesaggio rurale e creando un’atmosfera suggestiva che rievoca il passato agricolo dell’isola.

Cosa vedere a Mallorca in 4 giorni: Giorno 3
Il terzo giorno alla scoperta dell’isola lo dedichiamo alla parte ovest dell’isola, quella dove si erge la Sierra de Tramuntana, la catena montuosa a picco sul mare dichiarata patrimonio UNESCO nel 2011. Qui, dove la montagna incontra il mare, ci spostiamo tra i villaggi incantati e le coste incontaminate dal fascino unico:
Deià:
Deià è un gioiellino della Serra de Tramuntana. Questo piccolo villaggio è da tempo un rifugio per artisti, musicisti e scrittori, attratti dalla sua bellezza naturale e dalla luce dorata che illumina le colline circostanti. Ogni angolo di Deià offre una vista pittoresca sulla valle e sul mare. La spiaggia di Cala Deià, con le sue acque cristalline, è la spiaggia dove fermarsi per un bagno rinfrescante. Noi non siamo stati particolarmente fortunati: abbiamo trovato mare mosso e poseidonia, siamo andati via dopo 10 minuti. Qui si trova l’ambitissimo ristorante sul mare Ca’s Patrò March (difficilissimo trovare posto, se volete provarlo ricordatevi di prenotare con largo anticipo).
Sóller:
Soller è la cittadina famosa per il suo caratteristico trenino d’epoca, che dal 1912 collega il villaggio a Palma attraversando i paesaggi naturali tipici dell’isola. Il cuore di Sóller è la sua piazza principale, Plaça Constitució, animata da caffè e mercati locali, dominata dalla maestosa chiesa di Sant Bartomeu. Anche Soller ha la sua parte marina, Port de Sóller, una baia tranquilla con un lungomare ricco di ristoranti e bar.

Uno dei tratti più suggestivi della costa occidentale è la strada che da Soller conduce a Sa Calobra, un percorso tortuoso di circa 12 km che si snoda tra le montagne e offre viste mozzafiato sul mare, da ammirare lungo alcuni dei punti panoramici lungo il percorso, come quello in prossimità della Nus De Sa Corbata, nodo di cravatta. Una curva dietro l’altra, si arriva a Sa Calobra, un luogo naturale celebre per la sua spiaggia dorata incastrata tra due alte scogliere.
Su Sa Calobra avevo aspettative altissime che purtroppo sono state deluse quando ci siamo resi conto che dopo ore d’auto e un lungo percorso a piedi la spiaggia era affollatissima e praticamente non balneabile a causa delle condizioni del mare, molto, molto mosso.
L’itinerario potrebbe proseguire verso nord, facendo base nella zona di Pollenca, una zona strategica per visitare alcune delle spiagge più belle dell’isola, come Alcudìa e Cala Sant Vincent, ma anche il famoso faro di Cap de Formentor costruito nel 1863, che si erge su una scogliera a picco sul mare a circa 210 metri di altezza. Per mancanza di tempo, la nostra giornata prosegue invece a sud, di nuovo verso Palma. Una breve sosta lungo il tragitto per esplorare un altro borgo nascosto tra le montagne, Valdemossa.
Valldemossa:
Con le sue stradine acciottolate e le case in pietra con le finestre verdi, Valldemossa è un luogo sospeso nel tempo, che ha ispirato artisti e scrittori per secoli. La Cartuja de Valldemossa, un antico monastero, è il luogo in cui il compositore Frédéric Chopin e la scrittrice George Sand trascorsero un inverno insieme, un’esperienza che lasciò un segno indelebile nelle loro opere.
Di ritorno verso Palma ci siamo fermati a Son Marroig, vicino al Mirador de Sa Foradada, per una birretta davantri al tramonto più bello che abbiamo visto sull’isola.

Tornati a Palma, ci godiamo un po’ di movida mallorchina passando da un tapas bar all’altro. La scelta è vasta, noi abbiamo selezionato: Bar Espana, la Bodega e la Rosa vermuteria & Colmado. Questi sono solo alcuni dei posticini da salvare che ho raccolto in un articolo su Dove mangiare a Mallorca.
Cosa vedere a Mallorca in 4 giorni: Giorno 4
Oggi ce la prendiamo con calma, iniziando la giornata con una felicissima colazione da Fika farina, una bakery dall’anima svedese dove fare scorta di lievitati appena sfornati. Non credo sia possibile riuscire a mangiare un boccone qui prima delle 9 del mattino, nonostante gli orari indicati su maps. In un minuto a piedi si arriva davanti al palazzo Can Forteza Ray, un edificio modernista un po’ eccentrico, ricco di dettagli in ceramica colorata e vetrate, che ricordano lo stile di Gaudí. Il palazzo ospita una delle sedi del Horno Santo Cristo, dove provare un freschissimo granizado de almendra – la granita alle mandorle tipica di Mallorca.


L’ultimo giorno in città lo dedichiamo ai siti storici più importanti di Palma, a partire da Placa Mayor, la piazza cittadina circondata da portici, per poi proseguire verso La Seu, la maestosa Cattedrale di Palma in stile gotico, uno dei simboli più importanti dell’isola.
Prenditi il tempo per esplorare anche i giardini del Parc de la Mar e il Palazzo Reale de l’Almudaina, una residenza storica che era originariamente una fortezza musulmana. Nei dintorni, una location poco battuta dai turisti: i Banys Àrabs, uno dei pochi resti dell’architettura moresca a Palma.
Passeggiando nel centro storico di Palma, ricordati di sbirciare tra le strette stradine del centro, in cerca dei patios maiorchini, cortili interni di antichi palazzi nobiliari, lontani dal trambusto cittadino.
Per uno spuntino al volo: una fetta di gató de almendra (torta di mandorle) o la tipica ensaimada (una specie di maritozzo dolce a spirale a base di farina, zucchero e strutto) al Fornet de la soca, una panetteria storica che produce prelibatezze da forno secondo le antiche ricette locali. Oppure, qualche tipicità mallorchina in uno dei due mercati più celebri di Palma: il mercado di Santa Catalina o quello dell’Olivar.
Una passeggiata rilassante lungo il vicino Paseo maritimo, per ammirare il lungomare, il porto e Sa Llotja, un edificio imponente in stile gotico, oggi sede di eventi e mostre d’arte.
Tra le tappe più battute di Mallorca c’è il castello di Bellvar, una fortezza circolare in stile gotico dalla storia millenaria, che ospita il Museo Storico di Palma e che offre una vista straordinaria sulla città, dall’alto della collina su cui è situato.



Due tappe interessanti se si vuole includere nell’itinerario un po’ di arte moderna e contemporanea, sono il Museo Es Baluard, nato all’interno di una parte delle antiche mura cittadine, e la Fundaciò Mirò, il museo che ci ha incuriosito di più e che racconta il legame tra l’arte del celebre pittore surrealista e l’isola di Mallorca, dove si è trasferito negli anni ‘50.

Il nostro viaggio si conclude con un brindisi speciale da Abaco, una location nascosta tra le vie della Lonja, tra le più bizzarre di Palma. Questo bar – che non accetta prenotazioni – si trova all’interno di un antico palazzo maiorchino del XVII secolo ed è arredato con mobili antichi, fiori esagerati e ceste di frutta che sembrano uscite da una natura morta barocca.