Se stai progettando il tuo primo viaggio alla scoperta della capitale danese, il nostro itinerario di 3 giorni a Copenaghen può esserti d’ispirazione.
Copenhagen mescola storia, modernità e design. La città è famosa per la sua qualità della vita e infatti qui nasce la filosofia hygge, la parola danese traducibile solo con un sentimento, una sensazione. La filosofia hygge è un concetto danese che si riferisce a un tipo di benessere che si trova nelle piccole cose quotidiane, nei momenti di calma e comfort che portano serenità e piacere. Non si tratta solo di un atteggiamento mentale, ma anche di un vero e proprio stile di vita che celebra la convivialità, l’intimità e l’autenticità. Conosciuta per i suoi canali pittoreschi, come quelli dell’antico porto di Nyhavn, e per l’architettura all’avanguardia, è anche un punto di riferimento mondiale per la sostenibilità – non a caso è stata proclamata “Capitale Verde Europea”, un riconoscimento che celebra il suo impegno per la sostenibilità e la mobilità eco-friendly.

La nostra prima volta a Copenhagen è stata in un gelido weekend di dicembre, una scelta che probabilmente non ripeterei per due ragioni: in alcuni momenti abbiamo davvero sofferto il freddo, che diventava il primo pensiero anche nei momenti in cui eravamo circondati da arte e bellezza. Non amo particolarmente visitare nuove città nel periodo natalizio perché le luci, le decorazioni, i mercatini – di cui non sono una grossa fan, lo ammetto – sebbene da un lato portino con sé un’atmosfera suggestiva, dall’altro rendono le città vestite tutte allo stesso modo.
Detto questo, sarei felicissima di tornare a trovare la città con un clima più mite, magari a primavera o quando e se avrò la fortuna di riuscire a vivere l’esperienza gastronomica al Noma, il ristorante innovativo e pluripremiato divenuto ormai spazio di ricerca e sviluppo culinario.
Di seguito la lista delle cose da vedere nella capitale danese, organizzate in un comodo itinerario di 3 giorni a Copenaghen. Prima però, ecco qualche informazione utile se hai intenzione di visitare la città per la prima volta:
Prima volta a Copenhagen: Informazioni utili
Dove alloggiare
La zona migliore in cui alloggiare se visiti Copenhagen per la prima volta è probabilmente Indre by, il cuore pulsante della città. Se preferisci una zona un po’ più tranquilla ma comunque centrale, puoi considerare anche il quartiere di Vesterbro. È una zona più hipster e bohemien, con molti ristoranti alla moda, bar, gallerie d’arte e negozi vintage. Ideale per chi cerca un’esperienza più local e alternativa, vicino al centro. Gli hotel che abbiamo valutato, consigliati anche dalla guida di viaggio Lonely Planet sono i moderno Hotel Alexandra e l’hotel Babette Guldsmeden, di ispirazione balinese.
Come raggiungere il centro
Raggiungere il centro città dall’aeroporto è facile e veloce. Il metodo più rapido ed economico è con il treno: la stazione ferroviaria dell’aeroporto si trova direttamente sotto il terminal. I treni diretti al centro di Copenhagen partono ogni 10-15 minuti e impiegano circa 15 minuti per arrivare alla stazione centrale (København H).
Valuta locale:
Sebbene la Danimarca sia parte dell’Unione Europea, ha negoziato una clausola di esenzione dall’euro e quindi non è obbligata a introdurlo. La moneta locale è la corona danese (1 euro = 7,46 corone danesi).
Itinerario di 3 giorni a Copenaghen: cosa vedere per la prima volta
GIORNO 1 – Strøget – Giardini Tivoli
Siamo arrivati a Copenaghen nel tardo pomeriggio e abbiamo iniziato il weekend addentando uno dei famosi hot dog danesi da DOP – The Organic Sausage, uno stand di hot dog tradizionali ma riconosciuti per qualità e ingredienti (anche in versione vegan). Lo stand si trova nella zona di Strøget, cuore pulsante della città e una delle vie pedonali più lunghe d’Europa. Qui, oltre alle famose catene internazionali e luxury, si possono trovare interessantissimi negozi di design scandinavo come Illums Bolighus o Hay House.
Con una passeggiata di una ventina di minuti dal centro si raggiungono i giardini di Tivoli che dal 15 novembre al 5 gennaio di ogni anno si vestono di Natale, con luci, addobbi e installazioni stagionali come la pista di pattinaggio sul ghiaccio. L’ingresso ai giardini costa circa 18 euro, l’orario di chiusura è alle 22:00. Dopo la visita ai giardini ti consiglio di fermarti a cena nei dintorni, noi siamo stati da Restaurant Alf, un ristorante danese accogliente, giovane e moderno situato a pochi minuti a piedi dai giardini.
GIORNO 2 – Nyhavn – Amalienborg – La sirenetta – Design museum
Dopo colazione iniziamo ad esplorare la città partendo dalla sua vista più famosa, quella sul porto di Nyhavn, l’antico porto di Copenhagen, caratterizzato dalle celebri casette colorate affacciate sul canale. Hans Christian Andersen visse prima al numero 67, dove ora si trova una targa commemorativa, poi al numero 18, che attualmente ospita un negozio di souvenir a tema Andersen.

Ci dirigiamo verso il Palazzo di Amalienborg per assistere alla celebre cerimonia del cambio della guardia, che si tiene tutti i giorni alle ore 12:00 e che durerà un’oretta scarsa.
Ci fermiamo per una pausa pranzo tradizionale base di Smørrebrod – fette di pane di segale a pasta acida, imburrate e guarnite in mille modi diversi – dal celebre Aammans (ci sono diverse sedi, tra le quali un take away) dove vengono serviti smørrebrod di altissima qualità. Da provare quello con salmone affumicato, rafano e aneto.
Dopo pranzo ci dirigiamo verso il parco che ospita il Kastellet, una fortezza militare a forma di stella risalente al seicento, e proseguiamo fino ad arrivare davanti alla statua della famosissima Sirenetta, che probabilmente ti deluderà, come ha deluso noi. Poco distante, proseguendo più avanti, una rapida occhiata alla Sirenetta geneticamente modificata, un’opera dell’artista Bjorn Norgaard.
Prima di proseguire, scaldiamo le mani e lo stomaco con una piccola pausa dolce da Atelier September , un caffè e ristorante noto per il suo design minimalista e per le sue nuvole di burro montato, che l’hanno reso una delle mete più popolari della scena gastronomica della città.
Andiamo ora al Designmuseum, tappa obbligata per gli appassionati di design, specialmente quello nordico. Il museo ospita una vasta collezione che spazia dal design industriale, alla moda, alla grafica, fino agli oggetti di arredamento. La sua collezione permanente include opere di icone del design danese come Arne Jacobsen, Hans J. Wegner e Børge Mogensen, che hanno rivoluzionato il design del XX secolo.

Per cena devi provare Slurp, un posticino giovanissimo e senza fronzoli dove vengono serviti soltanto gyoza e ramen in un locale molto simile a un qualsiasi ramen bar di Tokyo. C’è da fare un po’ di fila ma ne vale la pena.
GIORNO 3 – Norrebro – Christiania – Refshaleøen
Dopo una prima colazione in hotel e una seconda colazione on the go a base di kardemummabullar (di cui ormai non riesco a fare a meno), ci dirigiamo verso nord, attraversando le aree del giardino botanico e del castello di Rosenberg, l’antica residenza reale danese.
Arriviamo a Nørrebro, quartiere hipster di Copenaghen dove si trova il Superkilen, uno dei parchi urbani più originali e interessanti di Copenhagen, un progetto che celebra la diversità culturale e l’inclusività. Il parco è una mappa del mondo, con oggetti e elementi provenienti da diverse culture e paesi, che riflettono la globalità del quartiere. Ci sono sculture, panchine, fontane e decorazioni che rappresentano simboli di Paesi come il Giappone, il Brasile, la Turchia, l’Iran e molti altri, rendendo il parco un vero e proprio “museo” all’aperto. L’attrazione più famosa è indubbiamente “The Infinite Bridge”: una distesa di strisce bianche e nere che creano un effetto visivo dinamico e assolutamente instagrammabile.

Torniamo verso sud e ci fermiamo per un boccone al volo da Gasoline Grill, l’hamburgeria aperta in un ex pompa di benzina dove i panini sono davvero deliziosi come dicono. Riprendiamo la strada per dirigerci a Christianshavn. Il quartiere che ospita Christiania, una comunità autogestita e un’area alternativa di Copenhagen, conosciuta anche come “la città libera”. Christiania è famosa per il suo spirito anarchico, la libertà creativa e per la sua cultura alternativa.
Lungo la strada, qualche piccola deviazione: la prima per un caffè e un dolcetto da Apotek 57, un’altra delle rinomatissime bakery di Copenaghen, la seconda per passare davanti al Black Diamond, la libreria reale danese, e per attraversare il Circle bridge o Cirkelbroen, un ponte pedonale costituito da cinque piattaforme circolari sfalsate di varie dimensioni.
Eccoci arrivati a Christiania, dove i residenti vivono secondo le proprie leggi e principi, promuovendo l’uguaglianza, la sostenibilità e la vita comunitaria. L’area è conosciuta per le sue colorate abitazioni fai-da-te, i murales, le botteghe artigianali e gli spazi pubblici dove l’arte e la musica sono centrali. La città è nata dagli ideali degli anni 70, quando alcuni rivoluzionari hippy hanno occupato un campo militare abbandonato. Il quartiere è assolutamente insolito e lungo la via principale si stanziano ancora numerosi pusher (attenzione a non fare foto).
Ci rimettiamo in cammino, stavolta verso est, dove incontreremo il Noma il ristorante pluripremiato divenuto Noma project, uno spazio di ricerca e sviluppo culinario. Qui, con tutta probabilità, incontrerai qualche membro dello staff che ti introdurrà alla loro filosofia di cucina e ti farà assaggiare alcuni dei prodotti insoliti che stanno sperimentando, come creme fermentate o salse insolite disponibili per l’acquisto.
Superato il Noma, un’altra breve camminata ci porterà verso il quartiere di Refshaleøen dove si trova il Reffen, il più grande mercato di street food della Scandinavia. Attenzione agli orari, d’inverno il buio arriva presto, molti locali sono chiusi e la zona non è così frequentata come durante la bella stagione. Qui si trova il beer bar – uno dei tanti – di Mikkeller, il marchio di birra artigianale famoso in tutto il mondo, dalla comunicazione illustrata inconfondibile.


Torniamo verso il centro, stavolta con il bus – c’è una sola fermata in zona, poco prima del mercato.
Un ultima cena danese prima di fare le valigie: ci fermiamo da Vækst per la migliore cena del nostro viaggio, pensando a tutte le cose avremmo fatto se avessimo avuto un altro giorno per esplorare la città. Sotto una piccola lista.
Cosa fare a Copenhagen con un giorno in più
Un salto in Svezia:
Sembra incredibile ma è possibile raggiungere la città svedese di Malmö in circa 30 minuti di treno subacqueo, partendo dalla stazione di Copenhagen (København H).
Museo Ordrupgaard e l’architettura di Zaha Hadid
Ordrupgaard è un museo d’arte situato a circa 12 km a nord di Copenhagen, ed è facilmente raggiungibile dalla capitale in treno o auto. Il museo è noto per la sua collezione di arte danese e francese del XIX e XX secolo e ospita opere di artisti come Pissarro, Manet, Renoir e Matisse. La location del museo è molto suggestiva: il museo è situato all’interno di un bellissimo parco che si estende per circa 6 ettari dove l’architetto Zaha Hadid ha realizzato una nuova ala moderna che si integra perfettamente con il contesto naturale.
Louisiana Museum of Art
ll Louisiana Museum of Modern Art è uno dei musei di arte moderna più importanti e prestigiosi della Danimarca, posizionato sulla costa del Mare di Øresund e raggiungibile in una quarantina di minuti di treno. Il museo è famoso anche per il suo giardino scultoreo, che ospita diverse sculture monumentali integrate nel paesaggio.
Itinerario di 3 giorni a Copenaghen: dove mangiare
Di seguito trovate l’elenco di tutti i locali, bakery, ristoranti, street food che abbiamo personalmente provato e approvato durante il nostro breve viaggio nella capitale danese:
- DØP – The Organic Hotdog Stand: un chiosco di hotdog tipici danesi ma in una versione moderna e caratterizzata dall’uso di ingredienti biologici di alta qualità. Indirizzo: Købmagergade 52, 1150 København, Denmark
- Aammans: il ristorante famoso per la sua reinterpretazione della tradizione culinaria danese, in particolare per i suoi smørrebrød, i celebri panini aperti danesi. Aamanns ha diverse sedi a Copenhagen, noi abbiamo provato quella a Østerbro, Aammanns 1921. Di certo i prezzi non sono cempetitivi ma la qualità è innegabile.
- Slurp: con una comunicazione che mi ricorda un po’ quella della birra Mikkeller, Slurp è uno dei ramen bar più in voga a Copenaghen. Sospetto che uno dei soci o cuochi sia italiano perché nel menu c’è un ramen gettonatissimo a base di Nduja calabrese. Da provare, nonostante la fila. Indirizzo: Nansensgade 90, 1366 København, Denmark
- Apotek 57: una bakery tranquilla e conviviale dove fermarsi per un pranzo veloce, per un caffè e un dolcetto appena sfornato, o per fare un salto nel negozio di design adiacente. Indirizzo: Fredericiagade 57, 1310 København, Denmark
- Atelier September: il caffè celebre per le sue montagne di burro montato e per l’uso di ingredienti semplici e di alta qualità. Indirizzo: Kronprinsessegade 62, 1306 København, Denmark
- Gasoline Grill: uno dei burger joint più popolari e amati di Copenhagen, famoso per la sua qualità e l’approccio artigianale alla preparazione di hamburger. La sua popolarità è tale che è stato inserito dal New York Times nella lista dei migliori hamburger del mondo, diventando una tappa obbligata per gli amanti del cibo di strada e per chi visita Copenhagen. Indirizzo: ci sono varie sedi. La prima, quella nata in una vecchia stazione di benzina, si trova al Landbrugsvej 17.
- Restaurant Alf: un ristorante piccolo e informale, dove le luci soffuse e i piatti da condividere rendono l’atmosfera particolarmente hygge. Indirizzo: Gl. Kongevej 86A, 1850 Frederiksberg, Denmark
- Vækst: un ristorante con cucina tipica danese rivisitata in chiave moderna, dal design moderno e accogliente. Il locale è molto grande, siamo stati abbastanza fortunati da trovare un posto all’ultimo minuto anche senza prenotazione. Hanno menu degustazione di 3 portate a prezzi molto interessanti per essere Copenaghen (non a caso hanno ricevuto la distinzione Bib Gourmand della guida Michelin). Indirizzo: Sankt Peders Stræde 34, 1453 København, Denmark

Di Copenaghen mi restano le mani ghiacciate e il viso scaldato da tazze di tè fumanti consumate nelle bakery. Nuvole di burro e profumo di cardamomo, le luci di Natale dei giardini di Tivoli, la delusione della Sirenetta, la sorpresa di tutto il resto. Mi restano la passione per l’arredamento nordico, il sapore pungente del rafano e l’intenzione di cercare un po’ di hygge ovunque, anche a casa.
Speriamo che questo itinerario di 3 giorni a Copenaghen ti sia stato d’ispirazione per la realizzazione del tuo viaggio nella capitale danese. Faccelo sapere con un commento!