Cosa fare a Milos in 4 giorni

Milos mi ha completamente stregata con i suoi paesaggi d’altri pianeti, il cibo semplice, i tramonti accesi. A Milos ti ritrovi davanti una costa dal passato vulcanico che cambia colore a ogni curva. Roccia bianca levigata come marmo, falesie striate di rosso e ocra, insenature dove l’acqua vira dal turchese allo smeraldo. Quattro giorni sono il tempo minimo per capirla: abbastanza per vedere le spiagge principali, i villaggi e almeno un’escursione via mare, senza la sensazione di correre.

Quello che mi ha convinto di Milos è proprio questo equilibrio. Ha la varietà di un’isola molto più grande, ma un ritmo che resta lento. Le distanze sono contenute – si arriva praticamente ovunque in 10/20 minuti – i centri abitati pochi e vivibili, e basta spostarsi di qualche chilometro per passare da una spiaggia affollata a una caletta dove sei quasi solo. È un posto che premia chi lo esplora con curiosità.

Ecco cosa vedere a Milos in quattro giorni, con i consigli maturati stando sull’isola.

Dove dormire a Milos:

La scelta della base cambia il carattere della vacanza. Adamas, il porto, è comodo per i traghetti e i tour in barca, ma è anche la parte più trafficata e meno suggestiva dell’isola. La fascia che consiglio va da Pollonia, sulla punta nord-orientale, fino a Klima, il villaggio di pescatori sulla costa occidentale. È qui che Milos dà il meglio: villaggi autentici, tramonti sull’acqua, e un accesso comodo sia alle spiagge del nord sia all’imbarco per Kimolos da Pollonia.

Noi abbiamo alloggiato vicino ad Areti, da Echoes Milos, un appartamento di design immerso nella natura, nella posizione perfetta per vedere il tramonto. La posizione permette di raggiungere in pochi minuti i punti chiave dell’isola, senza rinunciare alla tranquillità, che qui cercavo profondamente.

Una raccomandazione: Milos ha una capacità ricettiva limitata rispetto ad altre Cicladi, i prezzi degli alloggi sono mediamente più alti e le sistemazioni migliori si esauriscono in fretta. Se viaggi tra luglio e agosto, prenota con largo anticipo.

Come arrivare e come spostarsi a Milos

Dall’Italia non ci sono voli diretti. Le due strade sono entrambe percorribili e dipendono da quanto tempo hai.

La prima è l’aereo fino ad Atene, seguito da un volo interno per il piccolo aeroporto di Milos. La seconda è il collegamento via mare tra le isole, se Milos è parte di un giro più ampio delle Cicladi. Noi ci siamo arrivati proprio così, da Santorini, con un mezzo veloce Seajets in poco più di due ore, come tappa del nostro itinerario nell’arcipelago. È la soluzione ideale se vuoi combinare più isole in un unico viaggio.

Una volta sull’isola, è fondamentale noleggiare un mezzo. Molte spiagge del sud si raggiungono per strade sterrate dove lo scooter è impraticabile, quindi conviene un ATV/quad o un’auto. Noi abbiamo noleggiato un ATV e ci siamo mossi ovunque senza problemi. I mezzi pubblici esistono ma non arrivano dappertutto, e ti legano agli orari.

Un avvertimento che vale la pena conoscere prima di partire: per la sua conformazione geologica, Milos ha alcune zone del tutto prive di strade agibili. Queste aree non sono coperte dalle assicurazioni dei noleggi, quindi avventurarcisi con il quad significa restare scoperti in caso di problemi.

Le spiagge di Milos più belle da raggiungere via terra

Milos conta quasi ottanta spiagge, molte accessibili via mare. Di seguito una personale selezione delle spiagge più belle di Milos raggiungibili via terra:

Sarakiniko è la più celebre, e per una volta la fama è meritata. Una distesa di roccia bianca modellata dal vento e dalla salsedine, che sembra la superficie di un altro pianeta. In base all’orario questa porzione di terra cambia colore con la luce, andrebbe vista all’alba, per vedere la roccia tinta di rosa, nel pomeriggio, per vederne il bianco candido, e al tramonto, quando tutto diventa caldo e dorato.

Firiplaka, sulla costa sud, è tra le più comode: sabbia chiara, alte scogliere di tufo colorato, un bar e una parte attrezzata. Diventa particolarmente affollata nel pomeriggio, non la mia preferita.

Provatas è più piccola e tranquilla, qui c’è un noleggio barche per pianificare un’escursione via mare in autonomia.

Tsigrado è la spiaggia più sfidante. La caletta è splendida, incastrata tra pareti di roccia, ma si scende attraverso una gola stretta con scale di legno e corde fisse. Non è pericolosa, però serve un minimo di agilità e le mani libere. Molti non riescono a scendere o impiegano tantissimo tempo per prendere coraggio.

Paleochori, sempre a sud, unisce sabbia scura, acqua profonda e sorgenti termali che scaldano il fondale in alcuni punti. Qui vicino c’è Sirocco, il ristorante che cucina usando il calore vulcanico del terreno.

Accanto a Paleochori, Agia Kyriaki è una lunga spiaggia sabbiosa e attrezzata, riconoscibile per l’effetto quasi vetroso dell’acqua, dovuto ai ciottoli bianchi e levigati che sulla riva.

Sul versante nord, i villaggi di pescatori regalano anche piccole spiagge tranquille. Firopotamos e Mandrakia valgono la sosta più per l’atmosfera che per la spiaggia in sé: acqua limpida, barche colorate, i garage scavati nella roccia.

Sempre a nord, Papafragas è tra le più scenografiche dell’isola: una fenditura stretta tra due pareti di roccia bianca, con l’acqua incanalata come in un canyon.

I villaggi di Milos: pescatori, Plaka e Tripiti

Le spiagge sono metà del racconto. L’altra metà sta nei borghi, dove si legge la storia dell’isola.

I villaggi di pescatori sono la firma di Milos. Le loro case hanno i syrmata, garage per le barche ricavati nella roccia e dipinti con colori accesi. Molti di questi sono stati convertiti in alloggi tipici in cui dormire a pochi passi dal mare. Klima è il più fotografato, un allineamento di porte rosse, azzurre e verdi affacciate sul mare, ma Mandrakia e Firopotamos hanno lo stesso fascino con meno visitatori.

Plaka è il capoluogo, arroccato sull’altura. Vicoli bianchi, bougainvillea, e in cima i resti di un castello veneziano da cui la vista abbraccia tutta l’isola. È il posto dove salire al tramonto e poi fermarsi a cena nei ristoranti dei vicoli.

Poco sotto, Tripiti custodisce il patrimonio archeologico. Qui si trovano l’antico teatro greco affacciato sul mare e le catacombe paleocristiane, tra le più importanti del Mediterraneo. E proprio in questa zona, nel 1820, un contadino portò alla luce la Venere di Milo, la statua ellenistica oggi al Louvre. Il punto del ritrovamento, vicino all’antica città, è segnalato e visitabile.

Le escursioni giornaliere: Kleftiko, Polyaigos e le miniere

Alcuni degli angoli più spettacolari di Milos non si vedono da terra. Per questo un giorno su quattro vale la pena dedicarlo a un’escursione via mare o a un jeep safari 4×4.

Il giro in barca è quasi obbligatorio. La tappa principale è Kleftiko, sulla punta sud-occidentale: guglie di roccia bianca che emergono dall’acqua, grotte da attraversare a nuoto, un mare turchese che era il rifugio dei pirati. Si raggiunge solo via mare, e nella stessa gita si toccano di solito altri punti inaccessibili in auto. Tra questi Gerakas, una lingua di sabbia sotto falesie a strapiombo con acqua profondissima.

Si trovano tanti tour organizzati che permettono di fare un giro dei punti più belli in diverse fasce orarie, generalmente al mattino, al tramonto o durante l’intera giornata. Se ne trovano di interessanti su Get your Guide. L’alternativa è quella di affittare una barca privata, come abbiamo fatto noi. Con patente B e un briefing iniziale sull’uso e sulla sicurezza, potrai essere capitano per un giorno e gestire orari e tappe in autonomia.

Molti tour includono anche Polyaigos, la più grande isola disabitata delle Cicladi, riserva naturale con calette deserte e forse l’acqua più limpida di tutto l’Egeo. Alcune escursioni partono da Adamas, altre da Pollonia con barche più piccole e gruppi ridotti.

Chi ama la terraferma può invece esplorare l’interno minerario dell’isola con un tour organizzato in 4×4, di solito in jeep con guida, tra sterrate, vecchie miniere raggiungibili via terra come le miniere di zolfo abbandonate di Theiorichia, sulla costa orientale: un paesaggio spettrale di archeologia industriale, con le vecchie strutture arrugginite a picco sul mare.

È anche il modo giusto per raggiungere le zone senza strade agibili senza il pensiero dell’assicurazione: ci pensa l’operatore, con un mezzo adatto e chi conosce i percorsi. Noi non l’abbiamo fatto, ma è la prima cosa che aggiungerei tornando.

Day trip a Kimolos da Milos

A pochi minuti da Pollonia c’è un’isola che merita – almeno – una giornata intera: Kimolos. Il traghetto Osia Methodia collega i due scali in poco più di venti minuti, ed è la deviazione più facile e più gratificante di tutto il soggiorno. Qui gli orari delle traversate.

Kimolos è piccolina, priva di resort e di folla, con spiagge selvagge e un capoluogo di vicoli bianchi che sale verso i resti di un castello. Noi l’abbiamo visitata in giornata, e con il senno di poi le avremmo dedicato almeno una notte: è dormendoci, quando i turisti giornalieri ripartono con l’ultimo traghetto, che l’isola si rivela davvero.

Dove mangiare a Milos: la mia selezione

I ristoranti che rimbalzano da una guida all’altra sono spesso gli stessi, alcuni li ho provati personalmente e meritano la loro fama. Dopo qualche giorno sull’isola mi sono fatta una mia idea, divisa per come ti va di mangiare quella sera.

Cucina tradizionale

  • O!Hamos! il posto perfetto per assaporare un po’ di tradizione isolana attraverso ricette locali e atmosfera rustica. Non si prenota, ci si mette in lista e si attende la chiamata.
  • Ergina, anche qui cucina casalinga che sa di casa, con vista panoramica, senza fronzoli.

Pesce e tavoli sul mare

  • Yalos, molto romantico, con pesce fresco sul porto di Pollonia. Non tutti i piatti che abbiamo provato erano eccellenti, ma in generale un buonissimo posto.
  • Astakas, per una cena sull’acqua al tramonto. Per i tavoli in prima fila sul tramonto conviene prenotare con largo anticipo via mail o sui social.
  • Mikros Apoplous, pesce trattato in modo creativo, sempre al porto. Non provato personalmente ma consigliato un local
  • Medusa a Mandrakia, tra i più conosciuti dell’isola. Non si prenota, anche qui ci si mette in lista in attesa del proprio turno. Da mettere in conto attese anche lunghe. Provare il polpo.
  • Sirocco, la curiosità gastronomica di Milos, con la cucina che sfrutta il calore vulcanico cuocendo il cibo sotto la sabbia. Perfetto per un pranzo dopo una mattinata sulla spiaggia di Paleochori.

Brunch, cocktail e cucina contemporanea

  • Mosaic a Plaka, uno degli spot migliori per il tramonto con un drink in mano.
  • Okto, per assaporare la cucina moderna e prodotti di stagione a Tripiti.
  • Kyra, ristorante all-day kitchen nel cuore di Plaka, per pasti leggeri o fuori orario.
  • Utopia, altro cocktail bar per godersi il tramonto a Plaka, perfetto per l’aperitivo.

Quattro giorni a Milos non bastano a esaurirla, ma bastano a farsene contagiare. Ed è probabile che, come è successo a me, tu riparta già pensando a quando tornare.

Organizzare un viaggio in Grecia: articoli utili

Milos è un’ottima base per costruire un viaggio più ampio nelle Cicladi. Se stai pianificando, questi approfondimenti possono aiutarti: Isole greche poco battute: dove andare lontano dalla folla, Cosa vedere a Santorini, Itinerario Cicladi in una settimana: Santorini, Milos e Kimolos.

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