Benvenuti a Rotterdam, la seconda città più grande dei Paesi Bassi famosa per il porto più grande d’Europa, l’architettura futurista e i suoi quartieri giovani e creativi.
Una città dinamica, nota per la sua architettura audace e la vivace scena culturale.
Rotterdam non somiglia a nessun’altra città europea. Ricostruita quasi interamente
dopo la Seconda Guerra Mondiale, è diventata un laboratorio a cielo aperto di
architettura contemporanea e design urbano. Un weekend a Rotterdam è un viaggio
nel futuro delle città.
Perché visitare Rotterdam
A differenza di Amsterdam, Rotterdam è una città troppo spesso sottovalutata ma
che offre un’esperienza più autentica e meno turistica. Le sue strade sono un museo
en plein air dove convivono capolavori firmati da Rem Koolhaas, MVRDV, Wiel Arets
e altri grandi studi internazionali. Ogni angolo racconta una storia di rinascita urbana
e visione progettuale.
Rotterdam è facilmente raggiungibile in aereo dall’Italia e dista meno di un’ora di
treno da Amsterdam. Perfetta, dunque, per un long weekend o per aggiungere una
tappa a un viaggio alla scoperta dell’Olanda.
Weekend a Rotterdam: dove dormire
A Rotterdam ci sono hotel bellissimi, perfettamente integrati nell’anima più moderna
della città: noi abbiamo scelto il Man Met Bril Koffie Hotel, primo coffee hotel al
mondo, inaugurato nel 2025 e dal design un po’ scandinavo, un po’ industriale.
Altri alloggi che hanno attirato la mia attenzione:
Hotel Ame
Hotel Rose
The Usual

Itinerario di 3 giorni: le tappe imperdibili
Giorno 1 – il cuore di Rotterdam
- Case cubiche
- Biblioteca centrale
- Markthal
- Museumpark
- Het Nieuwe Instituut
- Art Depot
- Kunsthal
- Casa Sonneveld
Se sceglierai il nostro stesso hotel, ti consiglio di approfittare del fatto che sia il primo
Coffee Hotel al mondo per gustare qui la prima colazione a base specialty coffee e latte art, prima di immergerti nella città. L’hotel ha infatti una brewery interna e il loro caffè è buonissimo – mi ha ricordato vagamente quello vietnamita. In alternativa, il bar accanto, Bar Dierten, o Wolly. a pochi minuti a piedi verso il centro sulla stessa via, sono due validissime alternative per una colazione calma e molto local.
Consiglio: affitta una biciletta, il mezzo preferito dagli olandesi. Rotterdam ha centinaia e centinaia di kilometri di piste ciclabili che arrivano dappertutto e ti permetteranno di visitare più luoghi nella metà del tempo.

Il quartiere dove si trovano questi localini si chiama Noordplein, a circa 20 minuti a piedi dal centro, molto meno se percorsi in bici, con un’atmosfera autentica, residenziale, giovane.
Mattina: quartiere Blaak, case cubiche, Markthal
Pianificando l’itinerario avevo inserito come prima tappa, o meglio, come primo luogo di passaggio verso la prima tappa, il celebre ponte pedonale giallo di Luchtsingel, icona cittadina realizzata attraverso un crowfunding pubblico, che collegava il centro con il nord della città. Ho poi scoperto che è stato permanentemente chiuso e parzialmente smantellato nel 2025 a causa di problemi di sicurezza.
Proseguiamo quindi senza passare per nessun ponte giallo: a questo punto la prima tappa del nostro itinerario a Rotterdam non può che essere Blaak, il quartiere che meglio sintetizza l’anima architettonica della città. Qui si trovano le celeberrime Cube Houses (Kubuswoningen), progettate dall’architetto Piet Blom negli anni Ottanta: abitazioni private inclinate a 45 gradi, che sembrano sospese nell’aria come un villaggio surreale. Una di queste è visitabile come museo – il Kijk-Kubus Show Cube – e vale i pochi euro del biglietto d’ingresso.
A pochi passi sorge la Biblioteca Centrale di Rotterdam (Centrale Bibliotheek), altro capolavoro di Blom: una struttura in acciaio e vetro dipinto di giallo che, a distanza di decenni, non ha perso un grammo di audacia. Fotografala dall’esterno, poi entra: l’interno è un labirinto verticale di spazio pubblico che funziona ancora perfettamente.
Altrettanto imperdibile è il vicino Markthal. Si tratta del mercato coperto firmato dallo studio MVRDV e inaugurato nel 2014: un arco rovesciato rivestito da un’opera d’arte digitale di 11.000 metri quadri, opera di Arno Coenen, che raffigura fiori, frutta e insetti a grandezza naturale. Il Markthal è uno degli edifici più fotografati d’Europa e uno dei migliori esempi al mondo di architettura commerciale contemporanea. All’interno trovi prodotti freschi, street food internazionale e specialità olandesi: fermati per uno spuntino veloce e uno stroopwafel appena fatto o per un assaggio di haring (aringa marinata), il cibo di strada più iconico dei Paesi Bassi.




Pomeriggio: i musei di Rotterdam
Il pomeriggio è dedicato alla scoperta dei musei di Rotterdam.
Inziamo dallo Het Nieuwe Instituut, il museo nazionale olandese dedicato ad architettura, design e cultura digitale, Tappa obbligata per chiunque visiti Rotterdam. Le mostre temporanee sono sempre di altissimo livello, spesso con un focus su temi urgenti come sostenibilità, intelligenza artificiale applicata al design urbano e futuro delle città.
Accanto al museo, il Museumpark è un parco progettato da OMA/Rem Koolhaas e Yves Brunier: non il solito verde cittadino, ma uno spazio concettuale che vale una passeggiata.
Nello stesso distretto si trovano:
– il The Depot (lo trovate su maps come Art Depot Museum Boijmans Van Beuningen), un edificio a specchio a forma di ciotola rovesciata, firmato MVRDV, primo deposito museale al mondo aperto al pubblico. Questo è stato il mio preferito in assoluto, ho adorato anche la pausa caffè da Renilde, il ristorante situato al sesto piano del museo, con vista a 360 gradi su Rotterdam e un rooftop che sembra un giardino sospeso nella città.
– il Kunsthal, progettato da Rem Koolhaas nel 1992, che ospita mostre temporanee di arte, fotografia e design.
– Casa Sonneveld, una casa museo costruita negli anni ’30 in stile funzionalista olandese e tra le meglio conservate.





Consiglio: la maggior parte dei musei di Rotterdam chiudono alle ore 17:00. Occorre quindi selezionare bene i musei da vedere o spalmare le visite in più giorni.
Sera: cena sostenibile in centro
L’anima gastronomica di Rotterdam l’ho trovata al bancone di Rotonde, un ristorantino giovane e frequentato dai locali, specializzato in menù degustazione vegetariani a base di verdure cotte alla brace.

Giorno 2: l’architettura del futuro e quella del passato
- Erasmusburg
- Lungofiume e i suoi edifici
- Fenix Museum
- Het park
- quartiere storico di Delfshaven
Mattina: De Rotterdam e il waterfront
Dopo colazione ci dirigiamo in sella alla nostra bicicletta verso la zona portuale passando per la Erasmusbrug, il ponte simbolo di Rotterdam, progettato da Ben van Berkel nel 1996. Percorri il Wilhelminapier, il lungofiume che ospita alcuni degli edifici più spettacolari della città. Il protagonista assoluto è De Rotterdam, la torre progettata da Rem Koolhaas per OMA e completata nel 2013: tre torri sovrapposte e leggermente sfalsate, un intero quartiere verticale da 160.000 metri quadri che contiene uffici, appartamenti, hotel e ristoranti. È considerato uno degli edifici più importanti del XXI secolo in Europa.
Poco distante sorge l’Hotel New York: un edificio Art Nouveau che rappresenta l’unica concessione alla nostalgia in un waterfront altrimenti proiettato verso il futuro.
Raggiungi il quartiere di Katendrecht, nel porto storico. Qui si trova il Fenix Museum, un edificio che non può che attirare l’attenzione. Al centro del palazzo un enorme spirale di acciaio brillante cattura l’attenzione: si tratta di The Tornado, il capolavoro di MAD architects che simboleggia il percorso tortuoso della migrazione. Qui si trova infatti il Museum of Migration, il museo che indaga il tema della migrazione come esperienza umana universale.
A due passi troverai la Fenix Food Factory, un’ex rimessa portuale trasformata in food hall artigianale: birrificio artigianale, formaggi locali, pane a lievitazione naturale. Il riuso industriale degli spazi è, anche qui, parte integrante dell’esperienza. Prendi una birra artigianale e qualcosa da mangiare da consumare sulle panche di legno a bordo mare, prima di ripartire verso la prossima tappa.



Pomeriggio/sera: Het park e il quartiere storico di Delfshaven
Pedaliamo fino a Het Park, un’oasi verde immensa e tranquilla, situata intorno al celebre Euromast, la storica torre panoramica della città alta 100 metri, costruita tra il 1958 e il 1960 su progetto dell’architetto Hugh Maaskant.
Dirigiamoci verso Delfshaven, l’unico quartiere di Rotterdam sopravvissuto ai bombardamenti del 1940 ed è oggi un piccolo gioiello di architettura del XVII secolo affacciato su un canale. Sembra di essere in un’altra città ed è proprio questo il suo fascino, soprattutto se vissuto in contrasto con il resto di Rotterdam. Vale una passeggiata di un paio d’ore, magari con una sosta al Pelgrimvaderskerk, la chiesa da cui nel 1620 partirono i Padri Pellegrini verso il Nuovo Mondo, e un’altra sosta in un bruin café – i pub tipici di Rotterdam. Consiglio una visita al café de Ooievar per una birra alla spina e una porzione di bitterballen, le polpettine fritte tipiche di Rotterdam.

Giorno 3: Architettura sostenibile e mulini a vento
- Dakakker
- Kinderdijk, il parco di mulini a vento
- Shopping
Mattina: Dakakker e il quartiere di Schieblock
Durante il nostro viaggio a Rotterdam abbiamo avuto la fortuna di beccare i Rooftop days e visitare in questo contesto il Dakakker, il primo tetto-orto agricolo d’Europa, situato sul tetto dello Schieblock, un edificio per uffici riqualificato nel cuore della città progettato dallo studio ZUS (Zones Urbaines Sensibles). Il nome unisce le parole olandesi per “tetto” e “campo coltivato”: qui vengono coltivati ortaggi, fiori commestibili e frutta seguendo un programma di rotazione biologica di sei anni, senza fertilizzanti chimici. Sul tetto si allevano anche api. Nonostante ne riconosca il valore, devo dire che l’ho trovato piuttosto trascurato (specialmente considerando che non si trattava di una giornata qualunque ma una visita guidata nell’ambito dei Rooftop days!).

Pomeriggio: Kinderdijk, il parco di mulini a vento patrimonio UNESCO
I 19 mulini a vento di Kinderdijk disegnano uno skyline completamente diverso da quello ultramoderno della città, ma altrettanto suggestivo. I mulini risalgono al Settecento e alcuni sono funzionanti e visitabili. Il complesso si trova a 15 chilometri da Rotterdam ed è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1997. Da Rotterdam è possibile raggiungere Kinderdijk in bicicletta: il percorso andata e ritorno è di circa 30 chilometri su terreno completamente pianeggiante e immerso nel verde.

In base al tempo rimasto a disposizione puoi dedicare il resto della giornata allo shopping – Rotterdam offre tantissimi spunti per acquisti di design, design scandinavo, oggetti vintage. Alcuni indirizzi: De Bijenkorf Rotterdam, una sorta di Rinascente ricchissima di design e prodotti pensati e realizzati a Rotterdam. Donner Bookshop, una libreria immensa e bellissima, con alcuni reparti dedicati a oggettistica e cancelleria.

Spero che questo articolo su cosa fare a Rotterdam in un weekend ti abbia fornito un itinerario di tre giorni all’insegna dell’architettura e del design che potrai replicare facilmente. Se hai più tempo a disposizione per scoprire altre zone d’Olanda, a breve distanza da Rotterdam, ti consiglio di non perdere l’articolo dedicato: Gite fuori porta da Amsterdam: sei mete da non perdere.