Un giorno a Roma: 15 luoghi insoliti che forse non conosci

Roma la conoscono tutti: il Colosseo, i Fori, la Fontana di Trevi, San Pietro. Ma se ci sei già stata una o due volte e hai voglia di scoprire una città diversa, meno battuta e a tratti sorprendente, questo è l’articolo che fa per te. Ho raccolto quindici luoghi insoliti di Roma, alcuni segreti, altri semplicemente ignorati dalla maggior parte dei turisti, tutti visitabili in autonomia. Non serve vederli tutti in un giorno (sono sparsi in zone diverse della città), ma è una bella scorta di idee per uscire dai soliti percorsi.

1. Il Buco della Serratura del Giardino degli Aranci

Comincio da uno dei “segreti” più amati di Roma, sull’Aventino. Al portone del Priorato dei Cavalieri di Malta c’è una serratura all’apparenza qualsiasi: ma se ci avvicini l’occhio, inquadri perfettamente la cupola di San Pietro in fondo a un viale alberato. Un colpo d’occhio studiato secoli fa, che oggi crea una piccola fila di curiosi in attesa del loro turno. Poco distante, il Giardino degli Aranci regala una delle viste più belle sulla città.

2. La Piramide Cestia

Sì, a Roma c’è una piramide. Costruita come tomba per il magistrato Caio Cestio intorno al 12 a.C., quando in città imperversava la moda per tutto ciò che era egizio, è alta 36 metri e oggi si trova incastonata tra il traffico di Piazzale Ostiense. Un monumento che spiazza chi non se lo aspetta, e che di sera, illuminato, è ancora più suggestivo.

3. Il Cimitero Acattolico

Proprio accanto alla Piramide si trova uno dei luoghi più poetici e silenziosi di Roma: il Cimitero Acattolico, dove riposano i non cattolici morti in città, tra cui i poeti inglesi Keats e Shelley. È un giardino ombreggiato, abitato da gatti, pieno di sculture funerarie struggenti, tra cui il celebre “Angelo del Dolore”. Un posto contemplativo, lontanissimo dal caos della città.

4. La Cripta dei Cappuccini

Sotto la chiesa di Santa Maria della Concezione, in via Veneto, si trova un luogo tanto affascinante quanto perturbante: una serie di cappelle decorate interamente con le ossa di migliaia di frati cappuccini, disposte a formare motivi, lampadari, archi. Non è macabro fine a se stesso: nasce come memento mori, un invito a riflettere sulla caducità della vita. Un’esperienza intensa, che non si dimentica facilmente.

5. Le Anamorfosi del Convento di Trinità dei Monti

In cima alla scalinata di Piazza di Spagna, dentro il convento di Trinità dei Monti, si nascondono due affreschi realizzati con la tecnica dell’anamorfosi (l’accento sulla seconda “o”). Da un punto di vista sembrano un paesaggio, da un altro rivelano due santi: San Francesco di Paola in preghiera e San Giovanni che scrive l’Apocalisse. Un gioco prospettico che anticipa di secoli certe illusioni ottiche moderne. Si visita su prenotazione in date e orari specifici. Organizzati per tempo e non lasciarti intimidire dalla poca disponibilità – se così possiamo chiamarla – dell’addetto alla reception del convento.

6. La Casina delle Civette

Dentro il parco di Villa Torlonia, nascosta dietro una collinetta, c’è una casa che sembra uscita da una fiaba: la Casina delle Civette, ex rifugio del principe Giovanni Torlonia. Vetrate policrome, torrette, maioliche, e il tema della civetta che ricorre ossessivamente in ogni decorazione. È un piccolo capolavoro di stile Liberty, oggi museo, perfetto per chi ama l’architettura insolita. Poco distante c’è anche la Serra Moresca, altro gioiello nascosto, che purtroppo non ho mai avuto la fortuna di visitare.

7. Il Quartiere Coppedè

Tra Corso Trieste e via Salaria si nasconde un angolo di Roma che sembra un set cinematografico: il Quartiere Coppedè, un complesso di palazzi progettato dall’architetto Gino Coppedè che mescola Liberty, gotico, barocco e medievale in un insieme onirico che ti farà camminare con il naso all’insù. In questa storica cornice, ogni sabato e domenica del mese da giugno a settembre si svolge il mercatino Corte Coppedè dove acquistare oggettistica, piccolo antiquariato, abbigliamento e tessuti.

8. La Centrale Montemartini

Lungo la via Ostiense c’è uno dei musei più originali della città: la Centrale Montemartini, prima centrale termoelettrica pubblica di Roma, oggi trasformata in museo. Qui le statue classiche dei Musei Capitolini dialogano con i giganteschi macchinari in ghisa della centrale dismessa: marmi candidi e antichi accanto a motori e turbine. Un contrasto steampunk affascinante, e per di più raramente affollato.

9. Il Colosseo Quadrato

Nel quartiere EUR spicca il Palazzo della Civiltà Italiana, soprannominato “Colosseo Quadrato” per le sue sei file di arcate che ricordano l’anfiteatro romano reinterpretato in chiave moderna. È uno degli edifici più fotografati dell’architettura del Novecento romano, oggi quartier generale della maison Fendi.

10. Il Giardino Giapponese

All’interno dell’Istituto Giapponese di Cultura, vicino a Villa Borghese, si nasconde un autentico giardino giapponese, uno dei più belli d’Europa nel suo genere. Laghetti, cascatelle, ponti, e in primavera la fioritura che lo rende ancora più suggestivo. Si visita solo su prenotazione e in periodi specifici dell’anno, quindi controlla le aperture prima di andarci: è un’oasi di pace nel mezzo della città.

11. Il Museo dell’Altro e dell’Altrove (MAAM)

Nella periferia est di Roma, dentro un ex salumificio occupato, si trova uno dei musei più particolari della città: il MAAM, il Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz. È un museo “abitato”, dove centinaia di opere di street art e arte contemporanea convivono con le famiglie che vivono nello spazio occupato. Un progetto artistico e sociale unico, da visitare con la giusta sensibilità e nei giorni di apertura (di solito il sabato).

12. Il Ristorante Museo Canova-Tadolini

Vicino a Piazza di Spagna, in via del Babuino, c’è un caffè ristorante che è anche un museo: lo storico atelier dello scultore Antonio Canova e del suo allievo Tadolini, dove puoi bere un caffè letteralmente circondato da statue, calchi in gesso e modelli originali lasciati esattamente dov’erano.

13. La Galleria Sciarra

A due passi dalla Fontana di Trevi, nascosta dentro un cortile, c’è una delle meraviglie Liberty più ignorate di Roma: la Galleria Sciarra. Le pareti del cortile coperto sono interamente affrescate con figure femminili che celebrano le virtù della donna, in uno stile Art Nouveau vivace e coloratissimo. Ci passi in mezzo in due minuti, ma alzando lo sguardo ti chiedi come sia possibile che quasi nessuno la conosca.

14. La Chiesa di Sant’Ignazio e il soffitto “infinito”

Tra il Pantheon e via del Corso, la Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola custodisce un capolavoro di illusione prospettica: il soffitto affrescato da Andrea Pozzo alla fine del Seicento sembra aprirsi all’infinito verso il cielo. C’è anche un disco di marmo sul pavimento che segna il punto esatto da cui ammirare l’effetto, e uno specchio inclinato che ti permette di osservare la volta senza spezzarti il collo. Ingresso gratuito, ed è uno degli inganni ottici più belli di Roma.

15. Palazzo Zuccari, la Casa dei Mostri

In via Gregoriana, vicino a Trinità dei Monti, c’è un palazzo il cui portone e le cui finestre sono incorniciati da enormi mascheroni mostruosi con le fauci spalancate. È Palazzo Zuccari, progettato alla fine del Cinquecento dal pittore Federico Zuccari, ispirandosi al Parco dei Mostri di Bomarzo. Oggi ospita una biblioteca, ma la sua facciata continua a spiazzare chi ci passa davanti per caso.

Roma è così stratificata che potresti tornarci dieci volte e scoprire sempre qualcosa di nuovo. Questi quindici luoghi sono solo un punto di partenza per una città diversa da quella delle cartoline: più curiosa, più segreta, a volte persino un po’ inquietante. Il mio consiglio è di sceglierne qualcuno per zona e costruire il tuo itinerario alternativo, lasciandoti lo spazio per perderti, che a Roma è sempre la cosa migliore da fare.

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