Weekend a Valencia: cosa fare e dove mangiare

Cosa fare a Valencia in un weekend: dal Mercado Central al Barrio del Carmen, dalla paella vera di Casa Carmela a Ruzafa. Consigli locali e itinerario per due giorni.

Valencia è la terza città della Spagna per popolazione, affacciata sul Mediterraneo e conosciuta in tutto il mondo per aver inventato la paella. In due giorni si può attraversare il centro storico, pedalare lungo l’antico corso del Turia, raggiungere la spiaggia e capire perché la città abbia un’identità diversa da Madrid e Barcellona. L’itinerario non richiede spostamenti complicati. Gran parte delle tappe si trova tra la Ciutat Vella, i Giardini del Turia e il litorale. La città si gira benissimo a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici.

Di seguito troverai i miei consigli su cosa fare a Valencia, le attività che rifarei e che mi hanno lasciato un prezioso ricordo di questa città sul mare.

Esmorzar al Mercato Centrale di Valencia

Il Mercato Centrale è un buon punto da cui iniziare la visita. Costruito tra il 1914 e il 1928, occupa oltre 8.000 metri quadrati sotto una struttura modernista di ferro, vetro e ceramica. È ancora un mercato cittadino nel senso pieno del termine: banchi di pesce, verdure della huerta valenciana, spezie, carne, formaggi e chufa, il tubero alla base dell’horchata.

Arrivare in mattinata consente di vedere il mercato nel momento in cui è più legato alla vita quotidiana della città. All’interno si trova il Central Bar, gestito da Ricard Camarena, dove provare l’esmorzaret.

L’esmorzaret è lo spuntino di metà mattina valenciano. Non è una colazione tardiva e non è un pranzo anticipato. Di solito comprende un bocadillo farcito, caffè e succo d’arancia. I ripieni variano tra tortilla, tonno, salsiccia, formaggio e verdure, ma il principio resta lo stesso: una pausa sostanziosa, consumata con tempi propri.

Camminare nel quartiere del Carmen

Il quartiere del Carmen è il tratto più stratificato della Ciutat Vella. Le strade strette seguono ancora in parte il tracciato medievale e collegano palazzi gotici, piazze irregolari, resti delle mura arabe e cristiane, bar, gallerie e facciate dipinte.

Di sera il Carmen è uno dei punti di ritrovo della movida cittadina. Di giorno il quartiere cambia ritmo. Tra calle de Caballeros, plaza del Tossal e le vie vicine alle Torres de Serranos, Valencia appare meno ordinata e più concreta: portoni consumati, edifici restaurati accanto ad altri lasciati a lungo senza interventi, insegne storiche e murales che occupano intere pareti.

Visitare la Lonja della Seda

La Lonja de la Seda, in italiano Borsa della Seta, fu costruita tra il 1482 e il 1548 come sede delle attività commerciali legate al commercio della seta. Dal 1996 è Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

La Sala de Contratación è l’ambiente più noto dell’edificio. Le colonne alte quasi diciassette metri trasformano lo spazio in una sala monumentale. L’effetto deriva soprattutto dalla proporzione e dalla luce, più che dalla ricchezza degli arredi. La domenica mattina l’ingresso è gratuito.

Salire sulla Torre del Micalet per ammirare la città dall’alto

La Cattedrale di Valencia riunisce elementi romanici, gotici e barocchi, dovuti agli interventi succedutisi nei secoli. All’interno è conservato il calice che la tradizione cattolica identifica con il Santo Graal, una coppa di agata datata tra il I e il II secolo d.C. e arrivata a Valencia nel 1437.

Accanto alla cattedrale si trova la Torre del Micalet, chiamata Miguelete in castigliano. La salita porta a uno dei punti panoramici più alti del centro storico. Dall’alto si riconosce l’impianto della Ciutat Vella, il profilo dei Giardini del Turia e, nelle giornate limpide, la direzione del mare.

Pedalare nei Giardini del Turia e fermarsi al Parco Gulliver

I Giardini del Turia raccontano una parte decisiva della storia recente di Valencia. Nel 1957 il fiume Turia esondò, causando una grave alluvione. In seguito il corso del fiume venne deviato fuori dalla città con il Plan Sur. Il vecchio letto del fiume avrebbe dovuto diventare una grande strada urbana. La mobilitazione dei valenciani cambiò il progetto. Lo slogan era chiaro: El riu és nostre i el volem verd, il fiume è nostro e lo vogliamo verde.

Oggi l’antico letto è un parco lineare lungo oltre nove chilometri, dal Parco di Cabecera alla Città delle Arti e delle Scienze. Ci sono piste ciclabili, impianti sportivi, aree gioco, ponti storici e tratti più tranquilli frequentati dai residenti.

Nel tratto vicino al Palau de la Música si trova il Parco Gulliver. L’installazione rappresenta il protagonista del romanzo di Jonathan Swift disteso a terra, trasformato in una struttura di rampe, scale, corde e scivoli. È pensata per i bambini, ma la sua scala è tale da rendere il parco riconoscibile anche a chi attraversa il Turia senza fermarsi.

Visitare la Città delle Arti e delle Scienze

All’estremità orientale dei Giardini del Turia si incontra la Città delle Arti e delle Scienze, progettata da Santiago Calatrava e Félix Candela e inaugurata progressivamente tra il 1998 e il 2005.

Il complesso ha diviso a lungo l’opinione pubblica valenciana, soprattutto per i costi di costruzione. Tuttavia, visto dal parco, mantiene una coerenza precisa: l’Hemisfèric, il Museo delle Scienze Principe Felipe, l’Oceanogràfic e il Palau de les Arts Reina Sofía formano un insieme riconoscibile, costruito attorno a vasche d’acqua e superfici bianche.

L’l’Oceanogràfic è probabilmente la parte più frequentata, è infatti il più grande acquario d’Europa nonché un centro dedicato alla protezione e allo studio dei nostri mari e oceani.

Mangiare una paella valenciana a pranzo

La paella valenciana tradizionale è preparata con riso, pollo, coniglio, fagiolini verdi, garrofó, pomodoro, zafferano e paprika dolce. In molte cucine viene cotta su legna d’arancio e servita nella paellera. Sul fondo si forma il socarrat, la parte più asciutta e leggermente croccante del riso. A Valencia la paella si mangia a pranzo. I ristoranti che la preparano su ordinazione lavorano soprattutto tra mezzogiorno e il pomeriggio.

Due posticini dove provarla (ricordandosi di prenotare): Casa Carmela, vicino alla spiaggia della Malvarrosa, La Pepica, sul lungomare, è un altro nome storico della città.

Fare un’escursione tra le risaie nel parco dell’Albufera

Per comprendere il rapporto tra la paella e il territorio conviene spostarsi verso l’Albufera, pochi km a sud della città. Questa è la zona dove trovare natura, ristoranti storici e tramonti incredibili. Proprio nel Parco Naturale dell’Albufera è nata l’originale paella valenciana, anche per questo è un luogo da non perdere. El Palmar, il caratteristico villaggio di pescatori circondato dai campi di riso, è il posto ideale per assaggiare la paella e per prenotare un’escursione in “albuferenc” (la tipica barca a remi) o barche a motore per navigare l’area.

Esplorare Russafa, il quartiere trendy in evoluzione

Russafa, chiamata Ruzafa in castigliano, si trova a sud del centro storico. Per anni è stato un quartiere popolare, con una presenza importante di comunità immigrate. Dal 2013 ha iniziato a trasformarsi rapidamente con l’apertura di ristoranti, librerie, studi creativi, bar e piccoli negozi indipendenti. Oggi è molto frequentato dai giovani ed è in continua evoluzione.

Il Mercato di Russafa resta il suo punto più legato alla vita quotidiana. Il sabato mattina si trovano ancora banchi di frutta, verdura, pesce e carne, mentre i bar attorno al mercato si riempiono per l’esmorzaret.

Raggiungere El Cabanyal e la spiaggia della Malvarrosa

El Cabanyal è l’antico quartiere dei pescatori, tra il porto e il mare. Le sue case basse, spesso rivestite di azulejos colorati, conservano un carattere distinto rispetto agli edifici del centro storico. Tra le case dei pescatori hanno aperto nuovi ristoranti, bar e attività indipendenti, ma restano visibili zone poco restaurate, a tratti trascurate. Poco più a nord si estende la spiaggia della Malvarrosa, la principale spiaggia urbana di Valencia. Dal centro si raggiunge in autobus o tram in circa 20 minuti.

Provare l’horchata e l’agua de Valencia

L’horchata valenciana si prepara con la chufa, un piccolo tubero coltivato soprattutto nell’area di Alboraya, a nord di Valencia. Si beve fredda e viene accompagnata dai fartons, bastoncini dolci pensati per essere immersi nella bevanda. Per me un po’ stucchevole, non sono riuscita a finirla tutta! L’Horchatería Santa Catalina, nel centro storico, è l’indirizzo giusto per provarla. L’Agua de Valencia ha una storia più recente. Il cocktail fu inventato nel 1959 al Café Madrid e mescola succo d’arancia fresco, cava, vodka e gin. Viene spesso servito in caraffa ed è più alcolico di quanto il sapore dolce faccia immaginare. Il Café de las Horas, nel centro storico, è uno dei locali più noti dove provarla.

Se questa guida su cosa fare a Valencia ti è piaciuta e stai organizzando un viaggio in Spagna, lasciati ispirare dagli altri articoli sulla Spagna o altre mete europee da visitare in un weekend.

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