Weekend a Vienna: cosa fare in 48 ore

Ecco il nostro itinerario di due giorni a Vienna con consigli su cosa fare, dove dormire e dove mangiare nella capitale austriaca

Capitale imperiale dal passato glorioso, Vienna è oggi una città che vibra tra musica classica e design contemporaneo, tra la grande tradizione dei Kaffeehäuser e le gallerie minimaliste dei distretti creativi. Elegantissimo mix di architetture imponenti, il barocco, il gotico, il moderno, è una città pulita, super efficiente (i trasporti sono tra i migliori d’Europa), con una qualità della vita altissima.

Grazie anche alla vicinanza dall’Italia, Vienna è perfetta per un weekend lungo: 48 ore a Vienna bastano per coglierne l’anima e per capire che tornerai, magari durante il periodo natalizio, che trasforma la città in una fiaba.

Dove abbiamo dormito: The Hoxton Vienna

Per il nostro weekend abbiamo scelto di dormire al The Hoxton Vienna, nel 3° distretto (Landstraße) a due passi dallo Stadpark, il parco preferito dai viennesi. Ci è sembrato il perfetto equilibrio tra design, posizione e atmosfera. La chicca poi è che su ognuna delle chiavi magnetiche c’è un consiglio molto local per vivere la città. Abbiamo scoperto così il cafè Malipop, di cui ti parlerò tra pochissimo. Altre opzioni simili le trovi cliccando su dove dormire a Vienna spendendo poco (ma con stile)!

Giorno 1: Centro storico e MuseumsQuartier

Mattina

Siamo arrivati in hotel dopo una corsa in Uber di 30 minuti esatti dall’aeroporto e abbiamo iniziato ad esplorare la città partendo dalla Sacher Torte, consumata proprio là dove tutto è cominciato: al Café Sacher, affacciato sull’Opera. Una fetta precisa, perfetta, servita con panna e rigore. La fila c’è, ne vale la pena? Sì, ma solo perché così si prova l’originale; sono sicura che Vienna nasconda delle versioni migliori (io l’ho trovata un po’ secca ma non sono una sacher expert).

Una passeggiata tra gli edifici barocchi ci porta verso il distretto di Neubau dove si trova il quartiere dei musei. Una zona più moderna, stimolante, piena di giovani e dettagli architettonici che raccontano una Vienna diversa. A Vienna ci sono più di 100 musei, e l’MQ (MuseumsQuartier) ne racchiude solo alcuni: scegli quello più nelle tue corde. Se ami l’arte espressionista, il Leopold Museum è la scelta naturale: custodisce la più grande collezione al mondo di Egon Schiele, insieme ad opere di Klimt, Kokoschka e della Secessione Viennese. Se invece sei affascinato dall’arte contemporanea e dalle installazioni concettuali, non puoi perderti il MUMOK (Museo di Arte Moderna). Poco lontano dal MQ c’è il Kunsthistorisches Museum, uno dei più importanti e imponenti musei al mondo: barocco, maestoso, dove perfino il bar interno è patrimonio UNESCO.

Ci fermiamo per un bocco al Palmenhaus, la brasserie verdissima che sembra una serra, situata nel Burggarten, un parco romantico nel cuore della città, perfetto per una passeggiata dopo mangiato.

Pomeriggio

Da lì, a pochi passi, si torna verso il centro storico (piccola curiosità: l’intero centro storico di Vienna è dichiarato patrimonio UNESCO). Cominciamo dalla Biblioteca Nazionale Austriaca, situata all’interno del complesso della Hofburg, il complesso palaziale che era dimora degli Asburgo. Qui il vero gioiello è la Sala di Gala (Prunksaal), una maestosa biblioteca barocca con scaffali di legno intagliato, affreschi realizzati da Daniel Gran e una collezione di libri antichi e manoscritti preziosi.

Dopo aver visitato la biblioteca, raggiungiamo Michaelerplatz, la piazza storica in cui si fondono diversi stili architettonici e dove si trova la famosa Scuola di Equitazione Spagnola. Lungo la strada non dimenticare di entrare nelle chiese: l’atmosfera è spirituale, suggestiva, austera. Incontrerai sicuramente la Chiesa di Sant’Agostino (Augustinerkirche), famosa per essere stata teatro di matrimoni reali, tra cui quello dell’imperatore Francesco Giuseppe con l’imperatrice Sissi. A breve distanza la splendida Chiesa di San Michele (Michaelerkirche): i dettagli delle sculture e dei dipinti sono allucinanti.

Seguiamo le principali vie dello shopping fino al Stephansdom, la cattedrale gotica simbolo di Vienna, affettuosamente chiamata Steffl dai viennesi. La sua torre sud è alta 136 metri e ci si arriva calpestando i 343 gradini di una ripidissima scala a chiocciola. Un’attività da fare assolutamente, specialmente all’orario del tramonto (l’ultimo ingresso è alle 18:15).

Sera

Una volta scesi dalla torre sarà praticamente tutto chiuso: musei e negozi chiudono quasi tutti intorno alle 18. Non ci resta che spezzare la fame con un wurstel viennese e una birretta in un chioschetto come il Bitzinger Wurstelstand (quello con un coniglio gigante sopra).

Per cena proviamo MAST, il ristorante bib gourmand con una stella verde Michelin. Atmosfera scandinava, cucina contemporanea, un’ottima lista dei vini, serviti su dei calici che vorrei per casa mia.

Giorno 2 – Hundertwasserhaus, Prater, Naschmarket, Belvedere

Mattina

Il secondo giorno a Vienna inizia da Öfferl la bakery dove tutto è bio e molto invitante. La sede è quella di Landstraße, perché è vicina all’hotel e alla tappa successiva: l’Hundertwasserhaus, il complesso coloratissimo e inconfondibile di case popolari firmato dall’architetto e artista Hundertwasser, che odiava le linee rette. In mezzo a tanta perfezione, visitare questo quartiere mi è sembrato liberatorio, un po’ come se Vienna, per un attimo, si permettesse di essere imperfetta. Nel quartiere c’è un museo dedicato all’artista, se non visiti il museo ti consiglio comunque di fermarti per una pausa nel bar interno: è bellissimo.

Proseguiamo a piedi verso il Prater, e si cambia ancora mondo. La Ruota Panoramica (Riesenrad), costruita nel 1897, gira lenta da oltre un secolo: è la più antica ruota funzionante del mondo. Da qui prendiamo la metro fino a Kettenbrückengasse, per un salto e un boccone al Naschmarket dove prevalgono banchi di spezie, verdure, formaggi e dolci mediorientali. Ci fermiamo al chiosco di Heissl & Kate per un wurstel con senape.

Pomeriggio

Il pomeriggio lo dedichiamo nuovamente all’arte, quella del Belvedere. Il palazzo barocco è già di per sé una meraviglia, i giardini esterni sono un inno alla gloria imperiale. La collezione permanente ospita il celebre “Bacio” di Gustav Klimt, un’icona dell’Art Nouveau viennese.

Sera

La cena è da Figlmüller, un’istituzione dove lo schnitzel è più grande del piatto. Ricordatevi di prenotare (vi consiglio la sede storica a Wollzeile, non quella nuova su Bäckerstraße, è più autentica!)

Dopo cena, seguiamo il consiglio stampato sulla chiave della nostra camera, che descrive un posticino amato dai locals: il café Malipop. Eccentrico senza dubbio, con una padrona di casa e una selezione musicale imprevedibili. Qui è vietato baciarsi!

Mattino successivo – Ultimi passi, ultimi morsi

L’ultima mattina, domenica, è perfetta per un brunch. Lo facciamo da Joseph Brot con pane, burro, uova, caffè caldo. Una passeggiata senza meta nello Stadtpark tra ponticelli, laghetti e statue, è il nostro ultimo saluto a Vienna, prima di ripartire.

In 48 ore non puoi vedere tutto a Vienna (e non dovresti neanche provarci). Basta scegliere bene: un quartiere, un caffè, un museo. E camminare, lasciandosi guidare non dalla lista delle attrazioni, ma dalla voglia di scoprire una città profonda, elegante, piena di dettagli nascosti.

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