Dormire a Santo Stefano di Sessanio: il Sextantio Albergo Diffuso

Se stai cercando un alloggio particolare in provincia dell’Aquila, in Abruzzo, dove passare una notte che superi le tue aspettative, ti consiglio di dormire a Santo Stefano di Sessanio, nel Sextantio Albergo Diffuso.

Ho pensato che Santo Stefano di Sessanio fosse solo un piccolo borgo destinato a scomparire vista la quantità di cartelli “vendesi” appesi sui portoni e il numero sempre più basso di abitanti – storicamente c’erano più di 3000 anime, oggi 70. Ho pensato che sarebbe stato un peccato perdere un altro borgo medievale incastonato tra le montagne abruzzesi ma, sinceramente, nemmeno io ci vivrei.

Il borgo si trova a 1250 metri sul livello del mare, nell’entroterra abruzzese, in prossimità dell’altopiano di Campo Imperatore e a pochi chilometri dal capoluogo di regione. E’ stato insignito del titolo “Borghi più belli d’Italia” e non si fa fatica a capire perché. Il borgo medievale fortificato si presenta unico nel suo genere, grazie anche alla pietra bianca calcarea con il quale è stato costruito. Le impalcature, i ponteggi e i puntelli appoggiati alle case dopo il terremoto del 2009 sono ancora lì, a creare un paesaggio nostalgico, malinconico, ma l’odore della montagna, il colore della pietra, le candele bianche accese intorno alle case, il silenzio, creano un’atmosfera d’altri tempi.

Dormire a Santo Stefano di Sessanio: cos’è un albergo diffuso?

La modalità dell’albergo diffuso è un tentativo di rianimare centri storici semi deserti creando strutture ricettive all’interno degli spazi abbandonati. Attraverso questa riqualificazione non solo vengono recuperati edifici inutilizzati, senza appesantire il paesaggio con nuove costruzioni, ma i turisti hanno la possibilità di vivere a stretto contatto con i residenti attraverso un’esperienza diversa dalla solita vacanza in albergo.

A Santo Stefano di Sessanio questa iniziativa è riuscita benissimo. Grazie a un’idea di Daniel Kihkgren, imprenditore svedese, il borgo ha preso nuova vita ed è diventato meta di un turismo diverso. 

Se non fosse stato per il Sextantio Albergo Diffuso probabilmente non avrei mai avuto l’opportunità di apprezzare la bellezza di Santo Stefano e la cultura identitaria del suo territorio. Il cibo popolare, l’artigianato, le tradizioni locali sono alla base dell’esperienza proposta, e le stanze non hanno nulla da invidiare a un hotel di lusso.

ristorante sextantio

Sextantio Albergo diffuso: gli interni

Gli interni delle camere sono ispirati alle fotografie scattate intorno agli anni 20 da Paul Scheuermeier. Ho amato il contrasto tra antico e moderno: la pavimentazione di pietra antica ma con il riscaldamento a pavimento, un armadio del secolo scorso accanto a una vasca da bagno ultramoderna, lampade di design sopra comodini di legno antichi. E una grandissima cura per i dettagli: saponette artigianali, bagnoschiuma all’olio d’oliva, candele create da un’azienda del posto, scaffali pieni di libri storici, vino cotto locale di benvenuto e la totale assenza di plastica. Vetro, carta, vimini, lana, cotone, ferro, legno. Niente plastica. 

La cosa che mi è piaciuta meno? Non c’è la porta del bagno.

Dove si trova

Il Sextantio si trova Santo Stefano di Sessanio (AQ). Segnalo che la stessa iniziativa è stata esportata anche in Basilicata, nella zona dei Sassi di Matera, patrimonio Unesco e Capitale della Cultura nel 2019. Qui è nato Sextantio Le Grotte nella Civita, un luogo altrettanto suggestivo, adattato ai materiali e alla cultura del luogo.

Quando andare

Il periodo perfetto è in autunno o all’inizio della primavera, quando non ci sono i disagi causati da neve e ghiaccio ma fa abbastanza freddo da accendere il camino e gustare i sostanziosi piatti della cucina locale.

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