Santo Stefano di Sessanio: una notte al Sextantio Albergo Diffuso

Santo Stefano di Sessanio: una notte al Sextantio Albergo Diffuso

Sextantio: l’albergo diffuso

Quando Lorenzo mi ha parlato per la prima volta dell’albergo diffuso come tentativo di rianimare centri storici semi deserti creando strutture ricettive all’interno degli spazi abbandonati, ho pensato fosse geniale. 

Attraverso questa soluzione, non solo vengono recuperati edifici inutilizzati senza quindi deturpare il paesaggio con nuove costruzioni, ma viene data ai turisti la possibilità di vivere a stretto contatto con i residenti attraverso un’esperienza diversa dalla solita vacanza in albergo.

La formula dell’albergo diffuso a Santo Stefano di Sessanio

A Santo Stefano di Sessanio questa iniziativa è riuscita benissimo. Grazie a un’idea di Daniel Kihkgren, imprenditore svedese, il borgo ha preso nuova vita ed è diventato meta di un turismo diverso, originale.

Se non fosse stato per il Sextantio Albergo Diffuso non credo che avremmo mai passato una notte a Santo Stefano. Non avremmo avuto l’occasione di apprezzarne il fascino, la bellezza del panorama circostante, la cultura identitaria del territorio.

Il cibo popolare, l’artigianato, le tradizioni locali sono alla base dell’esperienza proposta, e le stanze non hanno nulla da invidiare a un hotel di lusso.

Sextantio Albergo Diffuso: gli interni

Gli interni delle camere sono ispirati alle fotografie scattate intorno agli anni 20 da Paul Scheuermeier.  Ho amato il contrasto tra antico e moderno: la pavimentazione di pietra antica ma con il riscaldamento a pavimento, un armadio del secolo scorso accanto a una vasca da bagno contemporanea, lampade di design sopra comodini di legno preistorici.

E una grandissima cura per i dettagli: saponette artigianali, copriletto filati a mano, bagnoschiuma all’olio d’oliva, candele create da un’azienda locale, scaffali pieni di libri dell’anteguerra, vino cotto di benvenuto e la totale assenza di plastica. 

Vetro, carta, vimini, lana, cotone, ferro, legno. Niente plastica.

sextantio
sextantio vasca
sextantio vasca

La semplicità del paese si riflette anche nel cibo, rigorosamente tradizionale e genuino. Tra i vari posticini dove poter cenare a Santo Stefano, noi abbiamo scelto di provare i due ristoranti convenzionati con il Sextantio: La locanda sotto gli Archi e il Cantinone. Il menù è semplice, ricco di ingredienti coerenti con il territorio: ricotta, formaggi di pecora, funghi porcini, tartufo, carne. Per non parlare della colazione, un buffet di prodotti genuini e artigianali e di sapori che ti portano indietro nel tempo.

locanda sotto gli archi

Sextantio Albergo Diffuso

La cosa che mi è piaciuta meno? Nelle camere non c’è la porta del bagno.

Dove: Santo Stefano di Sessanio (AQ). Il Sextantio albergo diffuso si trova anche a Matera ma, ahimé, i prezzi sono ben diversi.

Quando: A mio avviso, il periodo perfetto per visitare il paese è in autunno o all’inizio della primavera, quando non ci sono i disagi causati da neve e ghiaccio ma fa abbastanza freddo da accendere il camino.

Cosa fare nei dintorni? Appena fuori dal centro abitato di Santo Stefano di Sessanio, oltre a uno splendido panorama, si trovano il lago di Santo Stefano, la chiesetta della Madonna sul lago e un sentiero in mezzo al verde che che porta fino alla vicina Rocca Calascio. Per saperne di più, clicca qui.

Fun Fact: Sapevi che George Clooney ha soggiornato al Sextantio durante le riprese di The American?

Informazioni e costi: http://santostefano.sextantio.it/

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