“Penna”

“Penna”

Mi trovo con la penna in mano, quella digitale, a pensare a cosa scrivere dell’ultimo paese che ho visto: Pennapiedimonte. Penna, per gli amici.

La maggior parte delle persone che scrivono di viaggi, scrivono cose belle, ricordi piacevoli, espressioni ridondanti per descrivere luoghi mediocri, facendoli apparire ai lettori come mete meravigliose, imperdibili.

Io sarò onesta.

Il mio ultimo viaggio mi ha portato, per pura casualità, ai piedi della Maiella, in uno dei paesi membri della comunità montana della Maielletta. Come dicevo, Pennapiedimonte.

La casualità di cui parlo è il risultato della smania di riempire due giorni liberi con un soggiorno in un paese di montagna qualunque, scelto puntando il dito a caso sullo schermo aperto sulla mappa digitale dell’appennino centrale abruzzese.

belvedere-balzolo-penna

Dopo essere stata piacevolmente sorpresa da Santo Stefano di Sessanio ero piena di aspettative. Mi aspettavo un borgo dove perdermi nel tempo, dove sarei stata trasportata in una realtà tradizionale in cui gli abitanti rimasti, pochi (questo lo sapevo già), mi avrebbero accolto come si accoglie un’ amica che non si vede da tanto tempo.  

E invece no. Niente di tutto questo.

Ho trovato un paese spento, vuoto, freddo, non solo nel clima. Mi sorprende il fatto che da censimento il paese conti 445 anime quando io, in un fine settimana di febbraio, non ho incontrato nessuno, ad eccezione di un diffidente gestore di B&B e un’anziana signora guardinga dentro una Panda 4×4. E un gatto. 

La mia routine di preparazione al viaggio è solitamente molto meno superficiale di così ma questa volta la spontaneità della scelta della destinazione ha contagiato anche l’organizzazione delle cose da fare e vedere che comunque si contano sulle dita di una mano. Avevo già verificato che il Parco Avventura che volevo visitare sarebbe stato chiuso per almeno un altro paio di mesi, in attesa di temperature più miti e decido di puntare sull’attività che rende celebre questa zona: il trekking.

Esco dal B&B ricoperta da strati di vestiti e salgo in cima alle scale segnalate dalla bandierina bianco-rossa fino al terrazzo del paese: il Belvedere Balzolo. Respiro aria buona ma la foschia mi impedisce di godere del panorama sui pendii abruzzesi. Seguo il sentiero G1 e vado a scattare una foto alla “pinna” di roccia che sovrasta il centro abitato (o disabitato?) finché il vento fortissimo non mi costringe a tornare giù.

Ancora non sapevo che proprio in quel momento tutti i telegiornali stavano parlando di allerta meteo nel centro Italia.

Non demordo. Percorro un labirinto di stradine ripide di pietra bianca e arrivo nella piazza principale, sperando di trovare un posto dove bere qualcosa di caldo. Un tè, magari.

Do un’occhiata disinteressata alla chiesa dei Santi Silvestro e Rocco. Mi guardo intorno, sbircio la parete rocciosa ricoperta di muschio che si vede attraverso la viuzza accanto alla chiesa ma il mio occhio cade sulla serranda abbassata dell’unico bar del paese. Chiuso. Ovviamente.

muschio-pennapiedimonte

La mia voglia di tè si trasforma in voglia di alcol.

Scopro che c’è una famosa birreria scavata in un antico frantoio di pietra dell’800. A febbraio è aperta soltanto di sabato sera e, fortunatamente, era proprio sabato sera. Chiamo per scrupolo. “No, stasera non apro”.

 A questo punto, indecisa se assecondare la voglia di tagliarmi le vene o ubriacarmi, opto per la seconda. Vado a Guardiagrele, a 10 minuti di auto da Pennapiedimonte e compro una bottiglia di vino. Montepulciano d’Abruzzo, rigorosamente.

La mia attenzione ricade sulla vetrina di una piccola pasticceria dove zucchero, uova e farina sono esposti affianco a un dolce che mi invitava ad entrare: le sise delle monache. Sofficissimo pan di spagna ripieno di crema e coperto da abbondante zucchero a velo. Delizioso.

E se non ti lecchi le dita, godi solo a metà.

Pennapiedimonte, forse te la darò un’altra possibilità.

Quella sera ricordo di aver pensato alle seconde possibilità. Una delle mie profonde convinzioni quando viaggio è che prima di giudicarlo, un posto andrebbe visto in ogni periodo dell’anno: autunno, estate, primavera, inverno.

Ho immaginato di aver visitato il paese in estate, con le stradine piene di escursionisti in scarponcini, i locali aperti, gli abitanti felici di rivedere quelli che hanno lasciato le case d’origine ma che tornano una volta l’anno per respirare l’odore della montagna. Ho immaginato il cielo limpido e i colori della Maiella, il sole caldo e l’aria fresca. Ho immaginato una serata in birreria e una mattinata a girare per i sentieri del parco nazionale. Ho immaginato di addentare un panino davanti alle cascate di San Giovanni e di vedere il famoso canyon nella valle dell’Avello. Ho immaginato di percorrere uno dei famosi sentieri del parco della Maiella dall’inizio alla fine, senza essere disturbata dal freddo e dal vento. Ho immaginato il silenzio della montagna.

Pennapiedimonte, forse te la darò un’altra possibilità, e forse inizierò anche io a chiamarti Penna, come un’amica.

Forse.

parco-nazionale-della-majella

Nel frattempo, se ti trovi a Pennapiedimonte e non sai dove sbattere la testa, questi sono i miei suggerimenti. Mi chiedo come ho fatto ad annoiarmi, io.

Pennapiedimonte: mi chiedo come ho fatto ad annoiarmi, io.

Come avrai intuito, le attività variano molto in base periodo in cui si decide di visitare il paese e aumentano considerevolmente se si è disposti a fare qualche chilometro in auto.

Pennapiedimonte: da raggiungere a piedi

  • Belvedere Balzolo: da qui si gode di un bel panorama montano e hanno inizio alcuni sentieri.
  • Birreria “la Macina”. Chiamare, sempre.
  • Trekking nei dintorni: Se sei inesperto, lascia organizzare l’escursione a un’associazione locale come Majellando o consulta il calendario del CAI per sapere se sono stati programmati percorsi in zona. Se invece vuoi organizzarti in modo autonomo dai un’occhiata a questo sito: Wikiloc.
  • Chiesa dei Santi Silvestro e Rocco: la chiesa affacciata sulla piazza principale.
  • Sagra del cinghiale: si tiene in agosto nel centro del paese e dura quasi un mese.

Pennapiedimonte: a meno di mezz’ora in auto

  • Parco avventura Majella: apre intorno a metà aprile e consiste nell’affrontare più di 250 giochi sospesi tra gli alberi.
  • Guardiagrele: Le sise delle monache: da provare assolutamente.
  • Fara San Martino e  i suoi pastifici. Mai sentito parlare di De Cecco?

Pennapiedimonte: da 45 minuti a 1 ora di auto

  • Eremo di San Bartolomeo in Legio: un luogo di culto immerso nella roccia, a Roccamorice (PE).
  • Roccascalegna: castello medievale ben conservato che domina le colline che circondano il fiume Sangro.
  • Impianti sciistici di Passo lanciano: per chi vuole cimentarsi in qualche sport invernale.
  • Punta Aderci e la costa dei Trabocchi: Punta Aderci è la riserva naturale inserita nella classifica delle spiagge più belle d’Italia e mangiare pesce su un trabocco è una delle esperienze culinarie più romantiche che puoi fare in Abruzzo.
Follow:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *