Quando si pensa a un weekend in Umbria, le prime destinazioni sono quasi sempre Perugia, Assisi o Orvieto. Questo itinerario segue invece una direzione meno scontata, che parte dall’Appennino di Sellano e arriva alle strade più vive di Foligno, passando per il ponte tibetano, una casa sospesa tra gli alberi e uno dei pochi centri dedicati all’arte contemporanea della regione.
Il primo giorno è dedicato alla natura: Sellano, Montesanto e alla valle del Vigi, prima di fermarsi alla Walden House Casarampi. Il secondo riparte da Rasiglia e cambia gradualmente ritmo con Spello, un pranzo senza fretta e Foligno, fino al CIAC, sede della calamita cosmica, una delle sculture più interessanti che ho visto in Italia.
Cosa fare in Umbria in due giorni? Ecco il nostro itinerario fuori dai sentieri più battuti:
Giorno 1: Sellano e il ponte tibetano
La giornata comincia a Sellano, borgo montano della valle del Vigi situato a circa 640 metri di altitudine. Conviene lasciare l’auto nelle aree di parcheggio indicate e arrivare con un buon anticipo rispetto alla fascia prenotata per il ponte.
Il centro è piccolo e si visita velocemente, ma prima dell’attraversamento vale la pena percorrerne i vicoli e affacciarsi sulla valle. Da qui si comprende bene la distanza che separa Sellano dal castello di Montesanto, arroccato sul versante opposto.
Il ponte tibetano li unisce con una campata lunga 517 metri, sospesa fino a 175 metri sopra la valle. Il dislivello positivo è di 68 metri e la pedata è discontinua: tra un gradino e l’altro rimane il vuoto. L’imbracatura di sicurezza viene fornita all’ingresso, ma non è una passeggiata adatta a chi soffre seriamente di vertigini. Il percorso è di sola andata, vuol dire che il ritorno al punto di inizio non può essere fatto percorrendo nuovamente il ponte nella parte opposta.
Il biglietto deve essere acquistato per una data e una fascia oraria precise sul sito ufficiale del ponte tibetano di Sellano. Le condizioni meteorologiche contano: vento forte, temporali, neve o ghiaccio possono causare una sospensione dell’accesso anche all’ultimo momento.

Montesanto e il rientro lungo attraverso la valle del Vigi
Una volta superato il ponte si arriva sotto le mura di Montesanto. Per rientrare si può utilizzare la navetta oppure scegliere un sentiero diretto verso il Lago del Vigi. Io consiglio la versione lunga a piedi, passando dalle Cascatelle delle Rote e dal lago prima di risalire alla stazione di partenza. La portata delle cascate cambia molto durante l’anno: in alcuni periodi sono scenografiche, in altri quasi asciutte.
Dalle Cascatelle delle Rote si prosegue fino al Lago del Vigi. Da qui restano circa due chilometri per tornare alle aree di parcheggio e poi risalire verso Sellano. Considererei complessivamente almeno due ore e mezza di cammino dopo l’attraversamento. Non è un trekking difficile, ma richiede scarpe adatte, acqua e un minimo di allenamento per la risalita finale.
Pomeriggio alla Walden House Casarampi
Dopo una mattina così piena, la Walden House non deve diventare soltanto il posto in cui lasciare i bagagli prima di uscire nuovamente. Arriva nel pomeriggio e concedile qualche ora per staccare completamente e riconnetterti con la natura. La struttura si trova nella piccola borgata di Casarampi ed è una cabina panoramica sospesa a circa cinque metri dal suolo, progettata intorno a una quercia secolare.
Qui il tempo serve per scegliere un vinile, usare la terrazza, osservare il profilo del Monte Vettore e fare una doccia dietro la parete vetrata affacciata sui rami. Arrivare al tramonto e ripartire subito dopo colazione significherebbe non godersi appieno l’esperienza: qui vi racconto la mia.


Dove cenare: Castello di Postignano o Convento di Acqua Premula
Per cena sceglierei uno di due luoghi che meritano anche per l’ambientazione.
Il Castello di Postignano è un borgo medievale riportato in vita attraverso un lungo progetto di restauro. La Casa Rosa, all’interno del castello, propone cucina umbra e prodotti del territorio in un contesto molto curato. Arriverei con un po’ di anticipo per passeggiare nel borgo prima di sedermi a tavola. L’alternativa è il Convento di Acqua Premula, bellissimo relais immerso nel verde nei pressi di Sellano, a due passi dalle sorgenti dell’acqua Tvllia. Il ristorante La Foresteria ha un’impostazione più ricercata e permette di scoprire anche gli spazi dell’antico convento.





Giorno 2: Rasiglia, Spello e Foligno
Lasciata la Walden House dopo una fantastica colazione a base di prodotti freschi e locali, raggiungi Rasiglia prima che arrivino i gruppi di visitatori. Rasiglia è conosciuta per le acque della sorgente Capovena, che attraversano il piccolo centro tra vasche, canali e antichi opifici. Viene chiamata continuamente “la piccola Venezia dell’Umbria”, anche se di Venezia non ha praticamente nulla. È uno di quei paragoni turistici utilizzati talmente spesso da finire per deformare le aspettative: Rasiglia è un piccolo borgo appenninico costruito intorno all’acqua, non una città di canali in miniatura.
Personalmente l’ho trovata molto sopravvalutata. Il centro è davvero piccolo, nei fine settimana può essere affollatissimo. Questo non significa che non valga una sosta, soprattutto trovandosi già in zona. Tuttavia, non le dedicherei mezza giornata né organizzerei un viaggio esclusivamente per vederla.
Un’ora è più che sufficiente per seguire l’acqua dalla Peschiera, attraversare i ponticelli e osservare gli edifici che ricordano l’antica attività di mulini, gualchiere e opifici tessili. Al mattino presto, con meno persone, è più facile percepire ciò che resta interessante del luogo, cioè il rapporto tra l’abitato e la sorgente.

Spello
Da Rasiglia, in meno di 30 minuti di auto si arriva a Spello, comune di circa 8 200 abitanti della provincia di Perugia che fa parte del circuito de “I borghi più belli d’Italia” e si fregia del marchio di qualità turistico e ambientale Bandiera arancione, conferito dal Touring Club Italiano.
Si entra da Porta Consolare e si sale lentamente tra case in pietra, vicoli, facciate fiorite e scorci sulla campagna. La tappa principale è la Cappella Baglioni nella collegiata di Santa Maria Maggiore, affrescata da Pinturicchio all’inizio del Cinquecento. Se hai più tempo, puoi aggiungere la Pinacoteca Civica oppure la Villa dei Mosaici, scoperta nel 2005 poco fuori dalle mura e trasformata in un museo contemporaneo costruito intorno ai resti di una villa romana.
Per pranzo fermati al Pinturicchio, storica locanda di Spello dove assaggiare la cucina umbra tradizionale e genuina, prima di ripartire per Foligno.

Foligno e il CIAC
Spello e Foligno distano pochi chilometri, ma hanno atmosfere molto diverse. Foligno è meno immediatamente pittoresca e proprio per questo può risultare più interessante: è una città vissuta, pianeggiante, con piazze ampie e una relazione inaspettata con l’arte contemporanea.
Dal centro passa per Piazza della Repubblica, Palazzo Trinci e le strade intorno a Via Gramsci, poi raggiungi il CIAC, Centro Italiano Arte Contemporanea. Lo spazio nasce dal recupero di un edificio nel centro storico e ospita mostre temporanee, incontri e progetti dedicati alla ricerca contemporanea. Verifica le mostre in corso e orari di apertura sul sito dei Musei di Foligno.

Il biglietto di ingresso comprenderà anche l’accesso all’ex Chiesa della Santissima Annunziata, dove è esposta la Calamita Cosmica di Gino De Dominicis: una monumentale scultura di 24 metri che raffigura un gigantesco scheletro umano con un insolito naso a becco d’uccello, che tiene sul dito un’asta dorata. La scultura simboleggia il legame invisibile tra l’uomo, l’infinito e le forze misteriose dell’universo.
Prima di ripartire, concludi l’itinerario in doclezza, con una pausa in una delle pasticcerie più antiche di Foligno: L’Antica Pasticceria Muzzi, aperta dal 1875, celebre per i suoi lievitati morbidi e deliziosi.

Speriamo che questo itinerario di due giorni in Umbria ti abbia ispirato e aiutato ad arricchire le tappe del tuo prossimo viaggio in questa regione verdissima e ancora lontana dal turismo di massa. Faccelo sapere con un commento!